Padre Benanti in libreria 'Il caso Guillou. Storia di un'identità cancellata'
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Padre Benanti in libreria 'Il caso Guillou. Storia di un'identità cancellata'

Lunedì 31 agosto 2026
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Dal 1° settembre il nuovo saggio sul rapporto tra tecnologia, democrazia, diritti umani

PAOLO BENANTI, 'IL CASO GUILLOU.
    STORIA DI UN'IDENTITÀ CANCELLATA' (Silvio Berlusconi Editore, 2026, pp. 112, euro 15,00) E se le grandi potenze digitali stessero mettendo in discussione i pilastri della democrazia costituzionale, incidendo sui diritti dei cittadini oltre i confini stessi degli Stati? Prende avvio da questa domanda la riflessione di padre Paolo Benanti nel suo nuovo saggio 'Il caso Guillou. Storia di un'identità cancellata', in libreria dal 1° settembre per Silvio Berlusconi Editore.
    Tra le voci più autorevoli del dibattito contemporaneo sul rapporto tra tecnologia, etica e società, padre Benanti propone una riflessione sul rapporto tra tecnologia, democrazia e diritti fondamentali, interrogandosi sui limiti del potere digitale e sulla capacità delle istituzioni di garantire tutele efficaci nell'era dell'infosfera.
    Il saggio segue la vicenda di Nicolas Guillou, giudice francese della Corte Penale Internazionale, finito al centro di una controversia che prova il crescente potere delle infrastrutture digitali globali e la loro capacità di produrre effetti che travalicano la sovranità degli Stati. Dopo l'emissione di mandati di arresto nei confronti di alcuni esponenti del governo israeliano - tra cui Benjamin Netanyahu - il magistrato è stato colpito da una serie di sanzioni adottate dagli Stati Uniti. Misure che hanno avuto ripercussioni dirette sulla sua presenza e operatività nell'ecosistema digitale.
    Dal momento che gran parte dei servizi digitali utilizzati quotidianamente da cittadini, imprese e istituzioni dipende da infrastrutture controllate da aziende statunitensi come Google, Amazon, Meta e Microsoft, soggette alle leggi federali americane, le sanzioni imposte dagli Stati Uniti hanno avuto effetti che si sono estesi oltre i confini nazionali.
    Attraverso filtri automatici di conformità adottati da queste piattaforme, il giudice ha visto limitata la possibilità di accedere a strumenti e servizi fondamentali per la propria attività. Questo episodio, secondo Benanti, rivela come il controllo delle infrastrutture digitali globali possa tradursi in una nuova forma di potere geopolitico, capace di incidere su diritti, relazioni e istituzioni su scala mondiale.
    Richiamando le riflessioni di Hannah Arendt e il tema della trasparenza al centro del pensiero liberale, l'autore evidenzia come l'opacità dei sistemi digitali e il crescente potere delle piattaforme rischino di erodere accountability, trasparenza e sovranità dei cittadini.
   

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