Missione di ricerca italiana alle radici della Babilonia romana e bizantina
Affidata all'Ismeo dal Consiglio supremo egiziano delle Antichità
L'Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l'Oriente (Ismeo) guiderà, su incarico del Ministero egiziano delle Antichità, una missione archeologica alle radici della Babilonia romana e bizantina, antico e imponente forte romano e ultimo baluardo dell'impero romano-bizantino prima della conquista araba del 640 dopo Cristo. Lo ha annunciato il direttore della missione, vicepresidente dell'Ismeo e archeologo Sergio Ferdinandi, precisandone l'obiettivo: fare luce su uno dei complessi difensivi romano-bizantini più importanti d'Africa e d'Oriente, un patrimonio "di inestimabile valore".
Obiettivo dei ricercatori sarà lo studio e l'investigazione della Fortezza di Babilonia nella cosiddetta Old Cairo, "una delle più imponenti fortificazioni d'Africa e dell'Oriente romano-bizantino, sul cui impianto sorse poi un complesso di chiese, che assunsero il ruolo di 'nuova Gerusalemme' nella tradizione copta poiché qui trovò rifugio la Sacra famiglia nella fuga in Egitto, e che, dopo la conquista araba del VII secolo d.C., divenne, insieme all'acquartieramento islamico di Fustat, il nucleo intorno al quale si è sviluppata la Cairo medievale e moderna". Le ricerche si estenderanno poi anche allo studio dei sistemi di fortificazione e difensivi dell'Egitto romano-bizantino.
Sorta sulla sponda orientale del Nilo, nel cuore dell'attuale Cairo Copta, la Fortezza di Babilonia, attestatasi già in età antica, fu rifondata e potenziata in epoca romana sul tracciato di un canale che collegava il Nilo al Mar Rosso, fino all'antico porto del sito di Marsa Gawasis. Fu quindi consolidata in età tardo antica per resistere all'avanzata delle truppe arabe guidate da 'Amr ibn al-As.
Il progetto - sottolinea Ferdinandi - è stato supportato dal Supremo Consiglio delle Antichità, in particolare dal segretario generale Hisham El Leithy, dalle altre autorità competenti egiziane, e dalle autorità religiose, in particolare Tawadros II, Patriarca della Chiesa copta ortodossa d'Egitto e Anba Yulios, vescovo della Cairo Copta, "che hanno fortemente sostenuto questo progetto nel cuore della spiritualità cristiana d'Egitto".
"Un prezioso supporto" è giunto, in particolare, dall' Ambasciata italiana in Egitto ora affidata ad Agostino Palese, "per il suo impegno nel campo della promozione culturale e della tutela del patrimonio".
Questo progetto di ricerca - spiega il direttore di missione - si inserisce in un programma più ampio, realizzato da Ismeo in collaborazione con l'Ambasciata e con il Centro Archeologico Italiano del Cairo (Cai). Tra le iniziative in cantiere anche il lancio di una nuova rivista dedicata alla storia egiziana dalla preistoria al Medio Evo, in uscita nella primavera 2027.
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