Torna Fauda dopo lo stop del 7 ottobre e riparte dal trauma
Dall'8 settembre 11 episodi per la quinta stagione Netflix con protagonista l'agente Doron
(di Elisabetta Stefanelli) "Quando abbiamo iniziato con la prima stagione di Fauda, prima del 7 ottobre pensavamo di aver già vissuto il trauma e di essercelo lasciato alle spalle; non avevamo compreso quanto in profondità potesse colpire". Ma Lior Raz, co-creatore di Fauda e interprete del protagonista, l'agente speciale dei servizi segreti israeliani Doron, non aveva idea di quali altri traumi avrebbe dovuto raccontare. Ed è da qui che, tre anni dopo il 7 ottobre, riparte la quinta stagione della serie che si era interrotta nel 2023.
Quando infatti la quarta stagione di Fauda era arrivata su Netflix nel gennaio 2023, gli sceneggiatori della serie avevano subito iniziato a lavorare alla stagione successiva. "Ma poi", racconta il co-creatore Avi Issacharoff, "è arrivato il 7 ottobre. Abbiamo capito che una serie che affronta la realtà del Medio Oriente, di Israele, non può prescindere dall'evento più importante accaduto qui negli ultimi, direi, 75 o 80 anni. Non si può ignorare una cosa del genere".
Ora la quinta stagione arriva su Netflix dall'8 settembre e non pretende certo di raccontare l'accaduto. Sebbene gli 11 episodi si svolgano principalmente nel 2025, due sono ambientati il 7 ottobre 2023 e seguono i personaggi nel corso di quella giornata. Issacharoff racconta che, mentre scrivevano quei "due episodi specifici su quel giorno preciso, a dire il vero, tremavamo". Piuttosto "l'obiettivo era raccontare una storia, capire come inserire i nostri personaggi in quelle situazioni e in quegli eventi. Per noi era quindi fondamentale essere molto fedeli alla realtà dei fatti, ma anche calare i nostri personaggi in questa situazione imprevedibile", spiega ancora Raz.
Del resto la potenza di Fauda è sempre stata quella della verosimiglianza, di raccontare quasi come fosse più vera del vero. E dalla realtà è stata anche segnata in questi anni, quando nel gennaio del 2024, ad esempio, uno dei suoi attori principali, Idan Amedi, è stato ferito da una fortissima esplosione mentre - assieme con altri commilitoni del genio, sei dei quali sono rimasti uccisi - si apprestava a far detonare una rete di bunker di Hamas, che conduceva ad una sala sotterranea usata per la produzione di razzi. O ancora quando lo stesso Lior Raz, che interpreta l'agente speciale dei servizi segreti israeliani basandosi su una sua esperienza di vita vissuta, è sceso in campo per aiutare la sua popolazione duramente colpita dall'attacco terroristico del 7 ottobre.
La quinta stagione di Fauda riparte proprio dai demoni interiori di Doron, mentre nuovi nemici lo portano verso Marsiglia sotto copertura. "Vediamo guerrieri segnati, piuttosto che guerrieri desiderosi di scendere in battaglia in ogni momento", afferma Raz. Ma la vita è troppo travolgente e non c'è tempo per curare i traumi da cui pure lui e i suoi colleghi sono evidentemente segnati.
In arabo, la parola Fauda significa caos e per Issacharoff c'era un'altra parola che emergeva come tema centrale di questa stagione: tha'r, ovvero la vendetta di sangue. "Abbiamo persino pensato di chiamarla Fauda Tha'r", racconta. "Credo che ciò che è accaduto, specialmente dopo il 7 ottobre, sia che la vendetta è diventata molto diffusa. La gente vuole vendetta. Ma poi ti poni una domanda: 'Ok, ora che ti sei vendicato, la tua realtà è cambiata? Questo ti rende una persona migliore? Rende migliore il tuo popolo?'. Questa è una delle questioni che Fauda affronta e solleva. Credo sia necessario guardare l'intera stagione per comprenderne la risposta, perché penso che la maggior parte di noi capisca che la vendetta è come un ciclo: non porta da nessuna parte".
Così se la quinta stagione inizia con la voglia di vendetta, finisce con qualcosa di completamente diverso. "Spero che, guardando questa serie, gli spettatori capiscano quanto sia importante la pace, quanto sia necessario pensare in modo diverso e come la guerra stia distruggendo l'universo. Sta rovinando la nostra regione, il nostro paese e, certamente, anche i loro paesi. Sappiamo che la serie viene vista in tutto il mondo — nel mondo arabo, in Israele — e vedranno che il prezzo della guerra è alto; dobbiamo avere speranza di poter risolvere questa situazione", dice ancora Raz.
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