Da Torino a Gwangju, il paesaggio come spazio di trasformazione
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Da Torino a Gwangju, il paesaggio come spazio di trasformazione

Mercoledì 2 settembre 2026
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Il Mao porta in Corea il progetto 'Adapted Sceneries. Second Chapter'

Il Mao Museo d'Arte Orientale di Torino e la Fondazione Torino Musei portano dal 5 settembre il progetto espositivo internazionale "Adapted Sceneries. Second Chapter: from Turin to Gwangju", alla Galleria 6 del Gwangju Museum of Art, tra i principali musei di arte contemporanea della Corea del Sud. La mostra, realizzata con il supporto della Città di Torino, rappresenta un nuovo capitolo del dialogo culturale avviato tra Torino e Gwangju nell'ambito del Patto di collaborazione siglato dalle due città nel 2024 e conferma la vocazione internazionale della Fondazione Torino Musei.
    Il progetto, a cura di Davide Quadrio e Anna Musini con il contributo dello studio di architettura di Torino Brh+, nasce come prosecuzione della mostra "Adapted Sceneries", ospitata al Mao nel 2025 con opere provenienti dalle collezioni del museo di Gwangju. Il nuovo capitolo compie il percorso inverso, portando in Corea una riflessione sulla storia artistica, culturale e socio-politica di Torino e del Piemonte dagli anni Sessanta a oggi.
    Il percorso si sviluppa attorno a quattro nuclei principali.
    Al centro è il progetto di Roberto Gabetti e Aimaro Oreglia d'Isola per Talponia, il celebre complesso residenziale realizzato a Ivrea per dipendenti e ricercatori Olivetti, esempio significativo dell'utopia industriale italiana del secondo Novecento. La sezione presenta riedizioni degli arredi originali, fotografie di Gianni Berengo Gardin e materiali dell'Archivio Gabetti e Isola, raccontando il rapporto tra architettura, lavoro e qualità della vita nell'esperienza industriale e culturale di Ivrea, oggi sito Unesco.
    Il tema del paesaggio prosegue con "U.", performance musicale di Alessandro Sciarroni, Leone d'Oro alla carriera per la danza alla Biennale di Venezia 2019, e con una proiezione dell'ultimo canto dell'opera "Cantico".
    La mostra propone inoltre i video della serie "Ephemeris" di Giuseppe Penone, figura centrale dell'Arte Povera, che esplorano il rapporto tra corpo, materia e natura attraverso il gesto creativo dell'artista. Completa il progetto una nuova composizione sonora commissionata a Caterina Barbieri, compositrice di rilievo internazionale, pensata per offrire al pubblico un'esperienza immersiva e intima e per indagare memoria, tempo e percezione.
   

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