La Bibbia di Borso d'Este torna a Modena, 'il libro più bello del mondo'
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La Bibbia di Borso d'Este torna a Modena, 'il libro più bello del mondo'

Venerdì 6 febbraio 2026
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Alle Gallerie Estensi dopo esposizione a Roma con visita del Papa

La Bibbia di Borso d'Este, capolavoro del Rinascimento italiano, è tornata a Modena, alle Gallerie Estensi, dopo il successo ottenuto all'esposizione alla biblioteca del Senato, a Roma, organizzata in occasione del Giubileo. A Modena il prezioso manoscritto sarà eccezionalmente esposto al pubblico fino a lunedì, nella sua sede storica, ovvero nella sala Campori della biblioteca estense universitaria.
    "Siamo molto felici che - le parole della direttrice delle Galleria Estensi, Alessandra Necci - la Bibbia di Borso d'Este torni a casa nella Modena in cui 'abita', 'vive' e si trova, ma siamo altrettanto felici del fatto che sia stata esposta questi mesi a Roma. Un lavoro sinergico importantissimo in cui il tema vero è stato la valorizzazione di un'opera straordinaria che è stata giustamente definita 'il libro più bello del mondo' e che merita di essere vista. È giusto e fondamentale che si sappia che l'Italia ha questo tesoro straordinario, uno dei codici miniati più incredibili che la storia del mondo conosca. A Roma - ricorda Necci - questa Bibbia è stata inserita in un contesto, quello del Giubileo, di sacralità molto potente. Grande successo di pubblico - oltre 15mila visitatori, ndr -, ma, soprattutto, una visita straordinaria che è stata quella di sua santità Papa Leone che è venuto a dicembre a sorpresa a vedere questa opera meravigliosa".
    I due volumi della Bibbia, ricordano le Gallerie Estensi di Modena, furono realizzati tra il 1455 e il 1461 su commissione di Borso d'Este, signore e poi duca di Ferrara e dei territori estensi. Il calligrafo Pietro Paolo Marone scrisse in caratteri gotici su due colonne il testo in lingua latina, mentre la miniatura venne affidata a Taddeo Crivelli, ferrarese, e a Franco dei Russi, mantovano. All'opera collaborarono anche altri illustri miniatori come Girolamo da Cremona, Giorgio d'Alemagna e Guglielmo Giraldi. Le storie dell'Antico e del Nuovo Testamento, spesso ambientate nella corte estense, sono miniate nelle iniziali e nelle vignette.
   

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