Analista, 'la biologia impatta sul voto, i belli votano di più a destra'
ANSA - Cultura

Analista, 'la biologia impatta sul voto, i belli votano di più a destra'

Giovedì 3 settembre 2026
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Turi Munthe in libreria con Perché pensiamo quello che pensiamo

"Le nostre facce hanno un impatto su come votiamo: c'è una correlazione tra la bellezza, l'attrattività convenzionale e un voto piuttosto a destra". Ne è convinto il giornalista britannico, analista politico e imprenditore nel settore dei media Turi Munthe, che oggi, in un incontro online, ha presentato alla stampa il suono nuovo libro Perché pensiamo quello che pensiamo. Anatomia delle opinioni (Corbaccio), atteso in anteprima nazionale a pordenoneleggge il 19 settembre.
    Il saggio, ha spiegato Munthe, è "un'indagine personale" per "capire veramente da dove vengono le nostre convinzioni". Nella loro formazione incidono "clima, topografia, geologia, geografia, cultura, storia" a cui si aggiunge, "e questa è la parte che ho trovato abbastanza sorprendente e anche molto interessante, quasi pericolosa, la nostra biologia". Su come votiamo incide anche la "forma del nostro cervello": attraverso una risonanza magnetica su un ragazzo di 17 anni, ad esempio, si "può vedere con il 70% di probabilità di verità se è più di sinistra o di destra".
    Pertanto, ha osservato, "il primo passo per il dibattito onesto, concreto e positivo è dire 'beh, siamo completamente diversi'", senza pensare che gli avversari siano "corrotti o bugiardi". "L'idea dietro di questo libro - ha spiegato Munthe - è abbassare la temperatura del dibattito radicale in Europa come in Inghilterra e Usa". Le nostre predisposizioni, ha sottolineato, "rimangono ferme tutta tutta la vita, però la capacità di poter interagire con idee che non sono le nostre ci avanza come società".
    Premesso che "i bellissimi di Hollywood sono tutti di sinistra", ha chiarito, l'idea che emerge dall'indagine "è che la gente con visi simmetrici già dall'infanzia ha un'esperienza della vita un po' diversa". E a causa dell'halo effect - effetto alone è un bias cognitivo per cui la percezione di un singolo tratto positivo di una persona o di un oggetto influenza il giudizio complessivo - "quando qualcuno ha una bella qualità pensiamo che ne ha tutte le altre". E quindi di base i più belli "giocano la vita a un livello easy e tanti di loro anche hanno più successo. Perché questo porta a destra? Perchè avendo vissuto la vita sul level easy" queste persone credono nella meritocrazia, che è "una posizione politica classicamente di destra". Io sono "piuttosto di sinistra", ha quindi scherzato, "e mi imbarazza un po' essere nella parte dei brutti".
    Focus infine sul dibattito pubblico, i cui spazi, ha sostenuto l'analista, "un po' si stanno riducendo. Nel mondo anglosassone c'è stata una grandissima riduzione: negli ultimi 10 anni o più c'è stata una sorta di caccia alle streghe della sinistra autoritaria contro tutti quelli che non erano d'accordo con quello che adesso si chiama il Woke. La libertà di espressione è importantissima non solo perché altrimenti ci tagliamo a pezzi ma anche perché è nel confronto con gli altri che noi pensiamo meglio".
   

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