Al Festival della Comunicazione anche la scuola al centro degli incontri
Con Crepet, Ammaniti, Lanci e Galiano per guardare al futuro con nuovi strumenti
Il Festival della Comunicazione, in programma a Camogli dal 10 al 13 settembre, si occuperà anche di scuola, ragazzi e famiglie per guardare al futuro con nuovi strumenti. Il filo conduttore dell'edizione 2026 sarà la parola Coraggio che significa riconoscere il valore di scelte spesso difficili: insegnare in tempi di grandi trasformazioni, accompagnare i più giovani nella costruzione della propria identità, aprire le porte della ricerca a chi si affaccia oggi al mondo universitario.
Il Festival dedica quest'anno un'attenzione speciale a questi temi, con un programma che intreccia pedagogia, psicologia dello sviluppo, orientamento universitario e le nuove competenze richieste dal mondo del lavoro. Giovedì sera Massimo Ammaniti apre il filone dedicato ai più giovani con "Il coraggio di essere timidi", mentre domenica a mezzogiorno Paolo Crepet, in dialogo con la Generazione Z, chiude idealmente questo percorso con "Il coraggio di essere sé stessi".
Grande spazio è dedicato al rapporto tra genitori e figli e alle sfide dell'adolescenza. Sabato mattina Stefano Rossi e Laura Fumagalli affrontano il tema in "Genitori contro figli: la sfida dei nuovi adolescenti": in un contesto sociale sempre più fragile, il disagio degli adolescenti può esprimersi attraverso violenza, ritiro, autolesionismo e disturbi alimentari, e l'incontro, attraverso neuroscienze e psicopedagogia, offre chiavi di lettura e strumenti concreti per comprendere i nuovi adolescenti, gestire i conflitti, prevenire i comportamenti distruttivi e costruire relazioni educative più solide e consapevoli. Domenica mattina Matteo Lancini si concentra sul consenso e sulle relazioni nella crescita in "Il coraggio di sapere dire di sì".
Spazio anche a incontri organizzati con Università di Genova, Iulm e le scuole liguri.
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