Isaac Julien alla Galleria Borghese, 'tutto cambia e lo spiegano due dee'
ANSA - Cultura

Isaac Julien alla Galleria Borghese, 'tutto cambia e lo spiegano due dee'

Lunedì 14 settembre 2026
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L'artista britannico esibisce l'installazione 'All that changes you'

(di Laura Valentini) "Nulla del testo è cambiato rispetto alla versione di Mantova, anche rispetto alla lunghezza e alla colonna sonora: quello che abbiamo fatto è stato ridurre a uno schermo singolo la videoinstallazione apportando pochissime modifiche alla versione iniziale su dieci schermi. Sicuramente ci sono le stesse sfumature". E' Isaac Julien, l'autore di 'All That Changes You. Metamorphosis' a indicare così una sostanziale continuità narrativa e scenica dell'opera che, curata da Lorenzo Giusti, entra a far parte della mostra 'Metamorfosi. Ovidio e le arti' in corso alla Galleria Borghese fino all'11 ottobre prossimo, con l'installazione dell'artista e regista britannico che sarà visibile negli spazi dell'Uccelliera per i quali è stata ripensata e adattata rispetto al progetto iniziale ispirato al ciclo di affreschi di Giulio Romano a Palazzo Te a Mantova.
    Con un linguaggio immersivo e caleidoscopico a partire dalle considerazioni iniziali della filosofa americana Donna Haraway e con due entità ultraterrene, profetiche, affidate all'interpretazioni di Sheila Atim e Gwendoline Christie (la Brienne del Trono di spade) la riflessione verte sul fatto che "in tutta la creazione non c'è niente di costante, tutto scorre", secondo il pensiero che da Eraclito ad Ovidio ha attraversato l'antichità ed è al centro del progetto espositivo romano. "Del resto anche l'arte cambia continuamente e cambia la presentazione di quest'opera, dai dieci schermi in cui era stata concepita a questo singolo pensato per questo spazio, ma c'è una costante anche in come si rifrangono le immagini e nel modo in cui si visualizzano" spiega l'artista conversando con l'ANSA.
    "Come protagoniste ho scelto Gwendoline, famosa come lady combattente nel Trono di spade perché ha questa immagine da dea, ma è al contempo una donna guerriera, volevo delle figure che ricordassero delle amazzoni.
    Anche Sheila Atim, sottolinea Isaac Julien parlando dell'altra protagonista, attrice di nascita ugandese naturalizzata britannica, "ha lavorato al cinema in The Woman King con Viola Davis dedicato alle amazzoni africane nel periodo della nascita del colonialismo. Volevo delle figure di donne forti, combattenti" ma non solo. "Ci sono molti riferimenti anche alla fiction di fantascienza" spiega l'artista che presenta il frutto di un lavoro durato due anni girato "la scorsa estate tra Mantova, Londra e la California dove sono state realizzate le immagini dei boschi: in quest'ultimo caso perché abbiamo voluto fare riferimento ai grandi incendi di quell'area che hanno fatto nascere una distruzione ecologica. Abbiamo fatto base a Santa Cruz dove abbiamo incontrato Donna Haraway, l'autrice di A Manifesto for Cyborgs".
    Nelle loro conversazioni le due 'dee' citano principi di scrittrici e pensatrici della fantascienza speculativa come Octavia E. Butler: "Tutto ciò che tocchi, lo cambi. Tutto ciò che cambi, ti cambia" dice infatti il personaggio di Sheila Atim che però aggiunge anche il principio base delle metamorfosi 'Tutto scorre'. E, ancora, con citazioni e suggestioni (una navicella spaziale multicolore e caleidoscopica pronta per il lancio) l'opera fa riferimento anche a Naomi Mitchison e al suo romanzo di fantascienza Memorie di una astronauta, come conferma Mark Nash sceneggiatore della videoinstallazione e partner professionale anche in altri progetti di Isaac Julien.
    "Nel film si citano i romanzi di fantascienza che narrano di viaggi spaziali con l'esplorazione di altri pianeti e altre forme di vita: si afferma l'importanza della comunicazione tra gli esseri umani, tra esseri umani e le piante, gli animali, e nella fantascienza tra esseri umani e altre specie. Sono stati scritti tanti anni fa ma è come se stessimo ritornando proprio là con una operazione di tipo circolare" .
   

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