Claudio Baglioni e Michele Caccamo pubblicano il libro TAU. In segno d'amore
Opera poetica e spirituale all'interno di un progetto artistico dedicato a san Francesco
CLAUDIO BAGLIONI-MICHELE CACCAMO, TAU. In segno d'amore (Castelvecchi editore, pp. 228 intonse, euro 20,00) È uscito TAU. In segno d'amore (Castelvecchi editore, pp. 228 intonse, euro 20,00), un'opera poetica e spirituale nata dall'incontro tra Claudio Baglioni e Michele Caccamo, nell'ambito di un progetto artistico dedicato a san Francesco in occasione degli 800 anni dalla morte. "In un tempo che insegue sempre più l'accumulo e il possesso, abbiamo scritto di due uomini che si sono spogliati di tutto, per essere essenza dell'essenziale. Ognuno a fare la sua parte", ha spiegato Claudio Baglioni.
"Con Claudio abbiamo costruito questo libro facendo convergere pensiero, visione e scrittura, parola dopo parola, perché Francesco e Antonio non restassero trattenuti nella sola devozione, ma riemergessero come due vite nelle quali Dio si è reso visibile", ha aggiunto Michele Caccamo.
Un'invenzione poetica e morale in otto notti, ispirata alle figure di san Francesco d'Assisi e sant'Antonio da Padova: il santo portoghese, ormai malato e prossimo alla morte, riceve la presenza di san Francesco, non come semplice visione ma come richiamo all'origine più profonda della propria vocazione. Le otto notti costituiscono un tempo interiore nel quale la distanza tra i due si fa progressivamente più sottile. Il santo della parola, della predicazione e del sapere viene così condotto verso il limite della conoscenza, là dove ogni definizione deve cedere al silenzio. La lettura del libro accompagna il lettore in questo cammino sotto il segno del Tau, simbolo scelto da san Francesco ad indicare salvezza e umiltà.
Un libro intenso e visionario in cui le fonti francescane, in particolare gli scritti di Tommaso da Celano e il Cantico delle creature, costituiscono la radice storica e spirituale dell'opera.
Nella scrittura di Claudio Baglioni e Michele Caccamo, la povertà francescana assume un significato radicale. Non coincide soltanto con la rinuncia ai beni materiali, ma con il venir meno di ogni pretesa di possesso: del nome, dell'identità, della verità e persino dell'immagine di Dio che l'uomo può costruire per difendersi dal mistero. L'elevazione non consiste nell'acquisire una condizione superiore, ma nel lasciare cadere ciò che separa l'essere umano dalla pienezza della vita.
Francesco aveva capito che la povertà non è mancanza, ma libertà. Antonio l'aveva compreso in altro modo. Francesco si era spogliato dei beni. Antonio si era spogliato del sapere.
Francesco aveva lasciato la casa del padre. Antonio aveva lasciato la casa della mente. Entrambi erano arrivati al luogo del nulla. Dove non c'era niente di morto, ma ogni cosa era gravida di tutte le possibilità. È quello il grembo di Dio da cui nascono tutti i mondi.
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