Ettore Piccinini, la storia degli internati militari italiani
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Ettore Piccinini, la storia degli internati militari italiani

Martedì 15 settembre 2026
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In 'Quando saremo di nuovo uomini' la testimonianza personale della prigionia

La storia degli internati militari italiani attraverso gli occhi di un giovane ufficiale che, dopo l'8 settembre 1943, rifiutò di combattere al fianco dei nazisti e della Repubblica di Salò è al centro di 'Quando saremo di nuovo uomini. Storia della faccenda. Diario di guerra dal gennaio al giugno del 1945', il libro di Ettore Piccinini (il Mulino editore) protagonista di un incontro alla Salaborsa di Bologna il 16 settembre alle 18.
    Piccinini, nato ad Ancona nel 1922 e morto nel 2007, aveva 21 anni e frequentava l'Accademia militare di Padova quando fu catturato dai tedeschi. Internato prima a Wietzendorf, in Bassa Sassonia, insieme a migliaia di militari italiani, venne successivamente trasferito a Breloh. Nel campo, tra fame, freddo, paura e speranza, iniziò a scrivere il diario che oggi restituisce una testimonianza personale della prigionia e, insieme, uno sguardo lucido sulla guerra, sulla Germania e sul fascismo. "Quarantamila italiani ammassati come pecore", scrive Piccinini rievocando il campo di Wietzendorf, dove furono internati tra il 10 e il 30 settembre 1943. Il suo racconto registra la quotidianità della detenzione, le impressioni sui compagni di prigionia e il progressivo distacco da un'ideologia nella quale aveva inizialmente creduto. Un testo caratterizzato da ironia e disincanto, capace di trasformare la vicenda individuale in una pagina significativa della memoria italiana.
    Dopo l'armistizio furono circa 700mila gli ufficiali e soldati italiani internati dai tedeschi per avere rifiutato di collaborare con il nazifascismo. Piccinini riuscì a rientrare in Italia nell'agosto del 1945. All'incontro in Salaborsa sono previsti i saluti del sindaco di Bologna, Matteo Lepore e della Presidente ANPI Bologna, Anna Cocchi, e gli interventi della storica Daniela Gagliani e del giornalista Luca Bottura, in dialogo con Francesca e Alberto Piccinini, con letture di Donatella Allegro.
   

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