La storia di Bologna raccontati nelle collezioni dei Musei nazionali
I prossimi progetti annunciati dal neodirettore Luigi Gallo
Raccontare Bologna e la sua storia attraverso le collezioni, le sedi museali e una nuova stagione di mostre è l'obiettivo indicato da Luigi Gallo, direttore dei Musei Nazionali di Bologna e dell'Emilia-Romagna, a cinque mesi dal suo arrivo alla guida dell'istituzione. Il progetto coinvolgerà in maniera coordinata la Pinacoteca Nazionale, Palazzo Pepoli Campogrande, la cui riapertura è prevista per dicembre, e la chiesa di San Mattia, destinata a diventare sede dedicata alla contemporaneità.
"Tre sedi, tre destinazioni diverse e tre cronologie della storia dell'arte", ha spiegato Gallo, unite dalla possibilità di essere visitate con un unico biglietto. La Pinacoteca continuerà a rappresentare, nelle intenzioni del neodirettore, "un trattato di storia dell'arte" dedicato alla pittura bolognese, mentre Palazzo Pepoli Campogrande tornerà a presentare la collezione Zambeccari nella sua dimensione di quadreria settecentesca. Sono cinque le mostre annunciate a partire da quella dedicata a San Francesco e Bologna nelle prossime settimane. E poi, "Cantami di questo tempo. L'Ottocento nelle collezioni della Pinacoteca Nazionale di Bologna", in programma in primavera in concomitanza con la riapertura del Teatro Comunale, e un'esposizione sul Settecento dedicata al rapporto tra la città e il Grand Tour.
"Fotografare il patrimonio. Tesori dal Gabinetto fotografico", racconterà invece il ruolo della fotografia nella conoscenza, tutela e attribuzione delle opere d'arte. Un'altra mostra sarà dedicata a Bologna negli anni 1528-1532 e all'incoronazione di Carlo V, mentre un progetto internazionale sui Carracci e sulla scuola bolognese sarà realizzato tra Bologna e il Musée Condé di Chantilly, tra le fine del 2029 e l'inizio 2030, con la collaborazione di importanti musei europei. L'obiettivo è mettere in luce il ruolo della pittura bolognese nella nascita di una nuova pittura europea.
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