Pordenonelegge, in 'Corpo libero' Giannetta racconta l'anoressia maschile
Esperienze personali e inchiesta si intrecciano nel nuovo libro
"A 9 anni ero in sovrappeso e un pediatra suggerì ai miei genitori una dieta. In tre mesi tornai al peso forma ma iniziai a sentire una voce che, ogni volta che mangiavo, mi diceva: attenzione, potresti ingrassare". È da questa esperienza che nasce 'Corpo libero' (Add), il libro-inchiesta del giornalista Eugenio Giannetta presentato a Pordenonelegge.
"Non volevo scrivere un memoir, ma un'inchiesta", ha spiegato Giannetta, che ha raccolto testimonianze di esperti, pazienti e familiari per indagare soprattutto l'anoressia maschile, ancora poco discussa. "Non sono mai stato ricoverato per anoressia patologica, ma durante l'adolescenza non mi sono mai sentito a mio agio guardando il mio corpo".
Tra i temi affrontati ci sono il dismorfismo corporeo, la vigoressia, il ruolo dei social, della famiglia e dello stigma.
"Ho incontrato casi di persone che dall'alimentazione sana sono sfociate in un disturbo perché l'alimentazione sana diventava essa stessa un'ossessione". Nei maschi, ha ricordato, il disagio può manifestarsi anche come "attenzione spasmodica per i muscoli e il grasso corporeo".
Giannetta ha citato anche il dato di circa tre milioni di persone con disturbi della condotta alimentare in Italia e le parole di Stefano Tavilla, presidente della Fondazione Fiocchetto Lilla: "Quei dati non considerano che vengono coinvolti anche i loro familiari: le vite stravolte sono molte di più". "I ragazzi che ho intervistato - ha concluso - mi hanno raccontato che nei periodi peggiori allontanavano le persone e gli amici: una forma di vergogna di cui però non si riesce a fare a meno".
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