Andrew Sean Greer, in Italia mi sento libero, in Usa le cose cambieranno
Lo scrittore Premio Pulitzer a Pordenonelegge con 'Villa Coco'
(dell'inviata Mauretta Capuano) ANDREW SEAN GREER, VILLA COCO (La NAVE DI TESEO, PP 336, EURO 20 ). Lo scrittore Premio Pulitzer Andrew Sean Greer, a Pordenonelegge con 'Villa Coco', appena arrivato in libreria per la Nave di Teseo, è curioso "di vedere come verrà accolto il libro" nel nostro Paese. "È il mio romanzo italiano. In America e nel Regno Unito hanno un'idea romantica dell'Italia e cerco di allontanarmi da questo cliché" spiega lo scrittore che vive tra Venezia e San Francisco.
Il nostro Paese per lo scrittore, l'autore di Less, nato a Washington nel 1970, rappresenta oggi "una fuga da un momento difficile per gli Stati Uniti. L'Italia ha i suoi problemi, ma non è colpa mia, mentre per l'America sento che è colpa mia. È bello alzarsi e avere sei ore di tempo prima che arrivino le notizie. Mi sento libero qui. C'è anche un aspetto personale che è la possibilità di reinventarsi, di fare le cose in modo diverso" racconta.
"Quando tornerò a ottobre a San Francisco comincerò a chiamare ogni giorno i miei concittadini per chiedere loro di andare a votare. Lo farò fino al giorno delle elezioni di midterm il 3 novembre. Ho un'aspettativa. Penso e spero che ci sarà un cambiamento nella composizione del Congresso e che questo farà sì che determinate cose smettano di accadere. Va anche detto che io sono un grande ottimista e anche questa è la ragione per cui scrivo romanzi umoristici, però nutro delle speranze" ha raccontato.
Il romanzo, ambientato prevalentemente tra le colline della Toscana alla fine degli Anni Novanta, vede il giovane archivista Geoffrey alle prese con una carismatica Baronessa novantenne, Coco, per la quale deve catalogare una misteriosa collezione d'arte.
"È u romanzo che sotto una superficie romantica, leggera, racconta qualcosa di più profondo, la giovinezza, l'età che avanza, la morte e il senso della vita. Si cerca anche di capire come si possa mantenere la creatività lungo la propria strada" dice Sean Greer.
Perché ha scelto l'ambientazione negli Anni Novanta, senza Internet, senza cellulari? "La prima è di natura pratica, nel senso che tutti gli autori in realtà vogliono scrivere di un periodo in cui non c'erano i telefonini e non c'era Internet perché rovinano qualsiasi storia, qualsiasi trama. Un film di Alfred Hitchcock con i cellulari in due minuti sarebbe finito. E poi c'è laspetto fiabesco, ci sono i segreti, le porte chiuse in un mondo di fantasia in cui non sai neppure in che tempo ti trovi". Cosa pensa dell'IA? "Non posso parlare dell'Intelligenza Artificiale perchè sono in causa con le grosse azienda IA per la violazione dei diritti d'autore".
In 'Villa Coco' Sean Greer in realtà non voleva scrivere della Toscana perché ci sono tanti clichè, ma ci ho vissuto due anni e volevo raccontare quello che ho visto e conosco bene. Ho portato comunque la storia anche a Ferrara, a Ravenna , fino all'Emilia Romagna. A Comacchio , il posto delle anguille, ho ambientato una scena clou. Sono tutti luoghi che gli americani non conoscono bene".
Libro molto visivo sarebbe perfetto per un film? "Non ci avevo pensato mentre scrivevo, però sarebbe un bel film con una baronessa di 92 anni. Magari potrebbe essere Sophia Loren. No?" dice scherzando. Un seguito al libro? "Il finale è aperto e chi lo ha letto mi dice che sarebbe perfetto, ma non ho pensato a un sequel. Potrebbe essere divertente, ma non sarà il mio prossimo libro".
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