Susan Choi, conosciamo molto poco le persone che ci sono più vicine
La scrittrice National Book Award a Pordenone, spero che gli americani vadano a votare
(dell'inviata Mauretta Capuano) È partita dal vuoto lasciato dalla scomparsa di un padre Susan Choi, una delle voci più apprezzate della letteratura americana contemporanea, per raccontare nel suo ultimo romanzo 'Flashlight' (Mondadori) "che in realtà conosciamo molto poco le persone che ci sono più vicine. Noi pensiamo di conoscerle bene, ma non è così".
Louisa, 10 anni, cammina sulla spiaggia ormai buia insieme al padre Serk che ha con sé una torcia elettrica (flashlight) e non sa nuotare. Poche ore dopo del padre non c'è nessuna traccia. Lei viene trovata in fin di vita sulla battigia.
"Ho indagato su quali sarebbero state le emozioni, le esperienze dei personaggi rimasti, quali sarebbero state le loro reazioni al disastro che era loro accaduto. Non avevo piani su come si sarebbero evoluti i loro rapporti o quali sarebbero state le loro scelte. Pagina dopo pagina mi chiedevo: adesso che cosa faranno? Di fatto la madre, Anne e la figlia Louisa che sono rimaste sole, sono sopravvissute a questa scomparsa invece di unirsi, di essere più vicine, di stringersi, si sono divise. La distanza tra di loro è cresciuta nel tempo, sono diventate sospettose una nei confronti dell'altra, si sono arrabbiate.
Esattamente il contrario di quello che dovrebbe accadere in un rapporto madre-figlia e questo ha a che fare proprio con il fatto che molto spesso,. in quelle che riteniamo le relazioni più strette più importanti, manca quell'intimità e quella conoscenza che noi pensiamo le caratterizzi. Anche se non in una forma così profonda l'ho sperimentato nella mia vita, mei mie amici. La mia curiosità era capire perché accade tutto questo" racconta all'ANSA Susan Choi che vive a Brooklyn, suo padre è coreano, la madre americana. Con 'Esercizi di fiducia' ha vinto il National Book Award e con 'Flashlight' è stata finalista al Booker Prize 2025. Ha trovato una risposta? "No, ma un altro elemento che indaga il libro è il fatto che molto spesso siamo noi a non riuscire a conoscere noi stessi. Ci diciamo delle bugie, manteniamo noi stessi dei segreti, non riconosciamo le nostre paure. Quindi è stata piuttosto una riflessione sulle difficoltà che noi abbiamo di conoscere noi stessi. Quando riusciamo ad avvicinarci e a conoscere l'altro questo è quasi un miracolo".
L'America si avvicina alle elezioni di midterm del 3 novembre.
Cambierà qualcosa? "Ovviamente spero in un cambiamento perché non possiamo continuare ad andare avanti in questo modo. Mi auguro in primo luogo che le elezioni si svolgano senza interferenze. Adesso sono in corso dei cambiamenti negli Stati Uniti che mi danno speranza. La situazione è così terribile che in un certo senso può essere quasi un vantaggio per noi perché Trump è vero che è molto potente, che ha uno strano talento nell' imporre la sua volontà sugli altri, però non è un uomo arguto, non è un uomo sottile non è un uomo lungimirante. È come se adesso in questo momento avesse la capacità di distruggere qualsiasi cosa. E la gente che prima lo sosteneva adesso si sta disamorando. La situazione sta andando un po' fuori controllo e la maggior parte pensa che non si possa andare avanti in questo modo. Ma, tra la molteplicità di problemi degli Stati Uniti c'è quello dell'affluenza alle urne che è molto bassa. Questa volta spero che la gente capisca che il loro voto è una questione di vita o di morte, che bisogna andare a votare" spiega Choi.
In oltre 500 pagine 'Flashlight' segue le complesse vicende della famiglia Kang attraverso circa settant'anni tra Corea, Giappone e Stati Uniti. "Volevo scrivere delle pagine sul Giappone anni Settanta. Lo avevo visitato e volevo ricostruire l'atmosfera di quegli anni. Sono partita da una rottura e poi sono andata a ritroso. E' impossibile ignorare le mie origini e la mia famiglia sebbene i protagonisti del libro siano molto diversi da mio padre e da mia madre però le tematiche sono un po' le stesse. I miei genitori provenivano da culture e paesi diversi e questa differenza li ha portati inevitabilmente ad avere due visioni del mondo totalmente opposte e un atteggiamento diverso praticamente su qualsiasi avvenimento. Il loro matrimonio non è stato affatto un successo ma, dopo il divorzio sono rimasti amici. Per questo trovo affascinante capire in che modo circostanze e situazioni diverse possano poi arrivare a unirsi" dice Choi.
Anche in questa grande saga familiare scritta in cinque anni torna a indagare le radici, la memoria, le diversità geografiche e la diaspora coreana. "Ho letto tantissime testimonianze di persone in prigione che sono riuscite a scappare. E' stata - dice - la parte più dura".
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