Marina Abramović, Italia per me seconda casa torno con una mostra diversa da tutte
ANSA - Cultura

Marina Abramović, Italia per me seconda casa torno con una mostra diversa da tutte

Venerdì 18 settembre 2026
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Alla Gnamc a novembre il tributo all'artista con Historical Works and Transforming Energy

(di Laura Valentini) "Ho cominciato la mia carriera in Italia prima che ognuno di voi fosse nato, oppure eravate molto piccoli, e tornarci per me è come tornare alla mia seconda casa: venite a vedere l'esibizione di Roma che è unica e diversa da tutte le altre. Come amo ripetere, datemi il vostro tempo io vi do un'esperienza". Classe 1946, 80 anni il prossimo 30 novembre, Marina Abramovic non ha perso nulla dell'energia e concentrazione che dopo il ruolo di pioniera nella performance art hanno sostenuto costantemente la sua ricerca artistica in 65 anni di lavoro. Un'opera lunga una vita che sarà al centro della mostra 'Marina Abramović: Historical Works and Transforming Energy', che arriva a Roma alla Galleria d'arte moderna e contemporanea dal 18 novembre prossimo come tributo alla carriera dell'artista serba nata a Belgrado e naturalizzata statunitense. "Sono molto umile e molto felice che si possa vedere il risultato del mio lavoro in questa mostra che ne riunisce tutte le sue fasi, è una esibizione molto diversa dalle altre anche perché ho scelto di non curarla personalmente una decisione che reputo molto felice perché consente di fare emergere un punto di vista diverso sui miei lavori rispetto a quello che probabilmente avrei indicato io" dice l'artista in una conferenza stampa digitale in collegamento dagli Stati Uniti con il curatore di 'Transforming Energy' Shai Baitel e Andrea Tarsia che ha curato la sezione 'Historical works' che comprende alcune opere iconiche dell'artista, tra cui Balkan Baroque (1997), The Artist is Present (2010) e Imponderabilia (1977).
    Presente all'incontro anche la Direttrice della Gnamc Renata Cristina Mazzantini che ha fortemente voluto questa mostra tributo a Abramovic. "E' una esposizione che stavamo aspettando da tanto che segue quella delle Gallerie ma che qui a Roma per celebrare il compleanno dell'artista diventerà un tributo alla sua carriera. Ho sempre ammirato Marina ma celebrarla quest'anno era veramente importante visto che è anche l'anniversario del voto alle donne e Marina è veramente un simbolo di women empowerment e libertà" afferma Mazzantini.
    In procinto di compiere 80 anni "se guardo indietro vedo più di mezzo secolo di lavoro, sono 65 anni di carriera, una vita che è già passata e questo fa paura ma al contempo tornerà tutto nuovamente, ho finito un lavoro da poco e sarò a breve impegnata con un nuovo progetto: tuttavia mi devo chiedere quanto tempo è rimasto per fare cose significative. Solo in tal caso infatti l'arte femminile viene accettata". Quello che vince su tutto è la voglia di cambiamento: "Mi metti in una scatola e io esco fuori dalla scatola; ci sono state performance in cui ero impegnata con l'atto di pulire, e questo significa pulire dalle guerre, dalle colpe, dal consumismo" ma anche "pulire da me stessa. Devo costantemente cambiare - racconta l'artista - muovermi, altrimenti non riesco a respirare". All'inizio c'era solo il corpo poi la spiritualità è stata fatta emergere dagli oggetti. Abramovic nella mostra Transforming Energy, conduce i visitatori a interagire attivamente con una selezione di Transitory Objects: letti di pietra, strutture e forme scultoree che incorporano quarzo, ametista, agata e altri minerali. "Ho utilizzato materiale che riflette energia, cristalli, tormalina, ametista, rame" sottolinea. I visitatori sono invitati a sdraiarsi, sedersi o stare in piedi sulle opere, attivando quello che Abramović definisce un processo di 'trasmissione dell'energia'. "Ho creato oggetti con cui posso interagire energeticamente" spiega ricordando che chi partecipa all'esibizione deve lavorare con questi oggetti "a occhi chiusi, senza telefonino, isolandosi. Devi essere solo con gli oggetti e abbandonarti a questa esperienza". Qualcosa di sempre più complicato immersi come siamo, afferma, "in una cultura che ci sta trasformando in robot, dipendenti dalla tecnologia che in realtà è stata creata per renderci più liberi ma lasciandoci senza sapere cosa fare nel tempo libero. Io dico 'muoviti più lentamente, stai in contatto con te stesso, stai nel momento".
    Alla soglia degli 80 anni Abramovic confessa di pensare più alle cose e alle persone essenziali: "mi piace ancora performare ma poi voglio tornare a casa e stare nel silenzio. Amo stare a contatto con la natura e con poche persone che contano, voglio semplificare. Se c'è qualcosa che mi auguro per il futuro ? Avere più humour perché la vita è così preziosa che dobbiamo stare bene".
   

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