Peppone Calabrese, a 'Linea Verde' raccontiamo bellezza e autenticità
ANSA - Cultura

Peppone Calabrese, a 'Linea Verde' raccontiamo bellezza e autenticità

Sabato 19 settembre 2026
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Nona stagione per il conduttore potentino che torna su Rai 1 da domenica 20 alle 12:20

Il racconto dell'Italia attraverso prodotti, paesaggi e comunità torna su Rai1 con "Linea Verde", al via domenica 20 settembre alle 12.20. Sarà ancora Peppone Calabrese, conduttore lucano e volto ormai noto della televisione, al fianco di Fabio Gallo e Margherita Granbassi.
    "Per me è la nona stagione di Linea Verde e la quindicesima tra edizioni estive e invernali. Riparto con lo stesso entusiasmo di sempre, perché mi piace incontrare le persone che vivono e lavorano nei diversi territori: artigiani, allevatori, agricoltori, contadini, artisti, tutte quelle figure che contribuiscono a determinare l'identità di un luogo", dice.
    Anche quest'anno "Linea Verde" racconterà agricoltura, ambiente ed enogastronomia, attraverso comunità e tradizioni locali. "Mostriamo la bellezza dei paesaggi e dei piccoli borghi, nella loro semplicità. Quando arrivo in questi luoghi - ha aggiunto - comprendo il desiderio delle persone di valorizzarli. Si percepisce una forza che nasce dalle radici, dal legame con il luogo in cui si è nati e cresciuti, dalla volontà di far conoscere a figli e nipoti le proprie origini.
    Sono realtà che profumano di autenticità, di verità e di amore.
    Sono persone che comunicano attraverso le mani, gli occhi, i gesti e arrivano dritte al cuore. È questo che mi dà la carica per ripartire".
    Questa nuova edizione di "Linea Verde" amplierà lo spazio dedicato alle feste popolari, "momenti straordinari che raccontano l'identità di un luogo e il rapporto tra le persone e le proprie tradizioni", dice il conduttore. Ma al centro restano le storie di chi vive nei piccoli borghi, di chi torna e di chi sceglie di restare. "Penso in particolare agli artigiani, nel senso più ampio: dagli agricoltori a chi lavora con le mani, fino a chi tiene ancora aperta una bottega". Un tema fondamentale per Peppone: "Fare la spesa è un atto politico. Nel momento in cui acquisti in una bottega, contribuisci a decidere se quella persona potrà continuare a vivere e lavorare nel proprio paese. Io, per esempio, compro sempre a Potenza, dove sono nato".
    Il ritorno e la permanenza nelle aree interne, però, hanno bisogno di condizioni concrete. "La possibilità di promuovere e vendere i propri prodotti in modo più semplice, anche attraverso l'online, ha permesso a molti ragazzi di pensare: 'Ce la posso fare'. Ma serve anche la formazione, bisogna imparare a utilizzare questi strumenti". Secondo Peppone, agricoltura, artigianato ed eccellenze possono offrire nuove opportunità: "Stiamo comprendendo sempre di più che esistono prodotti e saperi unici e irripetibili. Oggi è possibile restare, fare bene il proprio lavoro e costruire un futuro anche lontano dalle grandi città". E aggiunge: "C'è poi un ritorno alla terra, che secondo me è una delle chiavi". Il principio, conclude, è quello della semina: "Bisogna essere proattivi. Lavorare, raccogliere e alla fine festeggiare".
    "Si può stare bene in provincia per tante ragioni, a partire dalle relazioni, che nei piccoli centri sono facilitate. La relazione, in generale, è un viatico per la felicità. E poi c'è la dignità del lavoro, perché puoi essere retribuito facendo magari proprio il lavoro che hai sempre sognato", sottolinea Calabrese, che mantiene forte il legame con la sua Basilicata.
    "Ho imparato ad apprezzare l'importanza delle relazioni e l'affidabilità delle persone, in particolare l'onestà dei lucani. Mio padre mi ha insegnato la gentilezza e la capacità di gioire per le vittorie degli altri".
    Oltre a "Linea Verde", Calabrese è impegnato in altri progetti.
    "È appena finito il Festival La Via del Miskiglio e, dal 20 al 29 novembre a Matera, presenteremo 'I Tesori della Terra', dedicato al tartufo bianco lucano. A marzo curerò poi Lucca Gustosa e proseguirà anche il Festival della Reciprocità nelle Tre Terre Canavesane".
   

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