Rai, addio a Gigi Marsico, uno dei "padri" della Tv
ANSA - Cultura

Rai, addio a Gigi Marsico, uno dei "padri" della Tv

Domenica 8 febbraio 2026
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La Rai dice addio ad uno degli ultimi "padri" della Tv italiana: Gigi Marsico, scomparso oggi a 98 anni.
    Per rendere omaggio allo storico giornalista e inviato dal nord ovest d'Italia e da Torino, Rai Cultura gli dedica la puntata di "RAInchieste" con Giorgio Zanchini - in onda lunedì 9 febbraio alle 23.00 su Rai Storia, con repliche successive - nella quale, tra gli altri suoi reportage, viene anche riproposto "Voci dal mondo dei vinti", da lui firmato nel 1981 e dedicato alla comunità occitana.
    Marsico, nato il 4 giugno del 1927 a Costantinopoli, come si chiamava all'epoca Istanbul, esordisce come attore per i radiodrammi della Rai nel 1951, ma la sua vocazione al racconto e alla cronaca lo portano a diventare giornalista professionista nel 1955 e fino al 1962 per il Giornale Radio realizza un centinaio di documentari e inchieste. In Tv viene chiamato dal direttore del Telegiornale, Enzo Biagi.
    Gigi Marsico è amico di Piero Angela, che ha conosciuto all'università di Torino nel 1947 grazie alla musica jazz.
    Angela è un pianista, Marsico un chitarrista, e per il Festival di Sanremo nel 1968 l'uno è il conduttore del Tg e l'altro è l'inviato: un inviato che offre del festival della canzone un'immagine originale.
    Gigi Marsico usa il giornalismo per dare voce a chi partecipa alla Storia dal basso e racconta il nord-ovest dell'Italia, Torino. La città dell'industria dell'auto è il simbolo del boom economico, ma anche una realtà respingente per chi fatica a inserirsi e non riesce a uscire dai margini: dal lavoro senza tutele degli immigrati meridionali alla difficile condizione dei detenuti minorenni del Ferrante Aporti, alle storie di prostitute e omosessuali, raccontate per la prima volta in Rai negli anni '70.
    "Voci dal mondo dei vinti", invece, è un servizio che Marsico realizza nel 1981. Osserva e racconta un'area interna, un pezzo d'Italia che si trova alla periferia della politica e che attende l'attuazione dell'art. 5 della Costituzione con il riconoscimento e la promozione delle autonomie locali. Il servizio è realizzato per il "Tg2 Dossier", ma il direttore, Ugo Zatterin, decide di non mandarlo in onda, perché relativo a un'area particolare, non di interesse nazionale. Dopo un'aspra polemica sui giornali, "Voci dal mondo dei vinti" viene trasmesso un anno dopo, il 20 giugno 1982, nel settimanale del Tg3, testata nata nel 1979 e attenta alle regioni e alle diverse culture territoriali del Paese.
   

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