Promemoria, Mauro Masi viaggia tra internet e la nuova sfida dell'IA
L'occasione mancata del web e le possibilità dell'Intelligenza artificiale
MAURO MASI, PROMEMORIA (Class Editori; 258 pp; 11,96 euro) Dalla nascita del web all'intelligenza artificiale, passando per le grandi piattaforme digitali, la geopolitica e le nuove fragilità economiche: è il viaggio nella modernità raccontato da Mauro Masi. "Promemoria" è il titolo del volume edito da Class editori.
Presidente della banca del Fucino e delegato italiano alla proprietà intellettuale, Masi traccia una mappa lucida e critica delle trasformazioni che hanno ridisegnato il nostro tempo, mettendo in fila opportunità e scenari futuri, oltre agli errori, ancora aperti.
Secondo Masi, si legge in una lunga recensione del volume sul Giornale.it, sul fronte della regolamentazione di internet il margine oggi è ridotto. Le scelte compiute tra gli anni ottanta e novanta, soprattutto negli Stati Uniti hanno lasciato campo ad una visione anarcoide del web, fondata sul mito del free internet e dell'open access senza vincoli. Una situazione che ha favorito la nascita di rendite economiche, mediate e sociali senza precedenti concentrate nelle mani delle grandi piattaforme over the top. Un potere - sottolinea l'autore - che può essere contrastato solo con strumenti più incisivi, a partire da una normativa antitrust realmente efficace.
Diverso il discorso sull'intelligenza artificiale, dove esiste una maggiore consapevolezza politica e la volontà, almeno in parte, di non ripetere gli errori del passato. Ad esempio, l'Italia è il primo paese europeo ad integrare l'AI Act con una legge nazionale entrata in vigore nell'ottobre 2025. Masi - come si legge in una intervista a Milano Finanza - allarga l'orizzonte a livello internazionale con una riflessione sull'imprevedibilità di Donald Trump su questo fronte. Le tensioni commerciali, i timori legati ai dazi e il rischio di favorire indirettamente paesi come Cina e India stanno ridisegnando gli equilibri e creando nuove incertezze anche per i leader dell'Intelligenza artificiale. Uno dei passaggi più delicati - rimarca -riguarda il rapporto tra IA e diritto d'autore perché i sistemi di Intelligenza artificiale generativa, come ChatGPT e simili, si addestrano su enormi quantità di contenuti protetti da copyright. Da qui la necessità di una revisione delle regole prevedendo un maggiore spazio per il "fair use" nella fase di acquisizione delle opere e allo stesso tempo una forma di tutela per i contenuti generati dall'IA quando sia riconoscibile uno sforzo creativo autonomo.
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