Pordenonelegge, Nazzi indaga 17 casi di psicosette manipolatorie
Il giornalista presenta "Profeti del buio"
"Sarebbe sbagliato e superficiale pensare 'a me non succederebbe mai'. Nella vita di tutti ci sono momenti di fragilità in cui si cerca qualcuno che ci faccia sentire bene e ci faccia sentire parte di qualcosa". E' lo stato d'animo descritto da Stefano Nazzi a Pordenonelegge presentando "Profeti del buio. Potere, manipolazione, violenza: i segreti delle sette" (Mondadori), dedicato a 17 casi di gruppi settari e alle dinamiche di manipolazione che possono condurre fino al crimine.
"Sono storie in cui la componente narcisistica, manipolatoria e di dominio sulle altre persone è comune", ha spiegato. "È un mondo nebuloso: è difficile distinguere i gruppi in buona fede da quelli che hanno derive settarie. Per questo spesso emergono solo quando avvengono fatti criminali". "L'approccio tipico è 'Io ti capisco, io vedo le tue qualità, gli altri non capiscono quanto vali'. Poi arriva l'isolamento sociale e la pressione economica".
Nazzi ha ricordato che in Italia non esiste un reato di "setta", e che il reato di plagio fu dichiarato costituzionalmente illegittimo nel 1981 perché formulato in modo troppo indeterminato per consentirne un'applicazione oggettiva.
"Il confine tra manipolazione mentale e adesione volontaria è sottilissimo", ha osservato.
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