Inaugura a Lubiana 'In the Name of Clay' a cura del Mic di Faenza
Il Museo Internazionale delle Ceramiche promuove l'arte italiana nel mondo
Il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza (Ravenna) ha una lunga tradizione nella promozione dell'arte ceramica italiana nel mondo: lo scorso anno sono state allestite due mostre in Polonia, a Boleslawiec e Varsavia, in occasione della giornata internazionale del Made in Italy, mentre quest'anno due tappe in Lettonia e Slovenia raccontano l'arte e il design italiani degli ultimi cinquant'anni. Dopo Riga, dove la mostra 'In the Name of Clay' è stata esposta al Design Museum da fine maggio al 23 agosto, la mostra inaugura il 24 settembre a Lubiana, al National Museum, dove rimarrà allestita fino al 17 gennaio. L'esposizione propone un dialogo tra generazioni di artisti e designer italiani che hanno scelto la ceramica come linguaggio artistico.
Il titolo, 'In the Name of Clay - Le forme della materia', suggerisce la varietà poetica che sottende gli autori, indicandone l'unicità e allo stesso tempo il denominatore comune, la terra, affrontata da diverse prospettive, in linea con le espressioni delle singole epoche affrontate. Se da una parte, nella sezione artistica, si trovano le espressioni, gli stilemi ormai classici e le sue declinazioni contemporanee (informale, picassismo, minimalismo, iperrealismo, denuncia sociale e ambientale, frammentazione e precarietà, riflessione sulla tradizione e la sua attualità), dall'altra la funzionalità del design guarda ad altri canoni, raccontati attraverso gli stili di vita, a partire dalle linee antropomorfe di Antonia Campi, passando per gli esuberanti anni '80 del gruppo Memphis, per giungere ai racconti essenziali dell'attualità. Un percorso tra generazioni per far conoscere la vivacità dell'arte e della progettualità nella ceramica italiana.
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