Vianello, "Tra padri e figli serve un dialogo vero, superiamo il pudore dei sentimenti"
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Vianello, "Tra padri e figli serve un dialogo vero, superiamo il pudore dei sentimenti"

Martedì 22 settembre 2026
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In uscita il 22 settembre il romanzo 'I figli si baciano di notte'

(di Giulia Bertollini) ANDREA VIANELLO, I FIGLI SI BACIANO DI NOTTE (SOLFERINO, PP 240, EURO 17,90) È un mistero sospeso tra nostalgia, emozione e memoria generazionale quello in cui ci trascina Andrea Vianello con il suo I figli si baciano di notte (Solferino), suo primo romanzo di pura finzione in arrivo in libreria il 22 settembre. Al centro dell'opera un mistero ambientato nella periferia romana: da un vecchio cinema abbandonato in vista di demolizione, risuonano le voci di una squadra di dodicenni morti anni prima in un incidente stradale che chiedono con insistenza di parlare un'ultima volta con i loro padri. Il giornalista ed ex direttore di Rai3 ha raccontato così all'ANSA la genesi dell'opera: "È una storia che mi girava in testa da diversi anni, anche prima di riprendere a scrivere dopo la malattia. Per chi ha la mia età, ho 65 anni, le vecchie sale, rimaste ferme nel tempo, rappresentano delle tappe emotive dell'infanzia e dell'adolescenza. L'ispirazione nasce proprio da qui: un cinema chiuso da anni in cui una persona che cammina di notte comincia a sentire delle voci misteriose. Voci di ragazzi che chiedono di parlare con il loro papà". Il titolo del libro richiama un tema intimo e generazionale legato al pudore dei sentimenti maschili: "Il titolo riprende un detto evocato spesso dai nostri nonni secondo cui i figli andrebbero baciati di notte per non viziarli o per non mostrare un affetto troppo evidente. Io credo invece che i figli vadano baciati anche di giorno. Nel romanzo non c'è la pretesa di dare lezioni a nessuno, ma emerge chiaramente la difficoltà di instaurare un dialogo profondo da entrambe le parti. Spesso i ragazzi sono chiusi, rispondono a monosillabi, e i padri, assorbiti dalla vita e dalla carriera, non riescono a far emergere l'affetto che provano. Nel libro, per provare a colmare questa distanza, entra in gioco il calcio: un terreno comune su cui costruire un ponte emotivo tra generazioni". Un passaggio significativo riguarda anche la sua carriera professionale, iniziata sul GR1 prima di condurre storici programmi come Mi manda Raitre, Agorà e ricoprire la direzione di Rai3: "Scrivere era il grande sogno di quando avevo quattordici anni. Crescendo, da ragazzo timido, ho iniziato a dire che avrei fatto il giornalista perché sembrava un obiettivo più concreto. Poi le cose sono andate esattamente così e per 35 anni ho vissuto un'avventura professionale meravigliosa. Nel giornalismo si racconta la realtà attraverso le regole dei fatti e dell'obiettività, anche se io ho sempre cercato di metterci il cuore e il mio punto di vista. Adesso, tornato alla narrativa, ritrovo il linguaggio nutrito dai tantissimi libri che ho letto nella vita". Sul suo futuro professionale, ha aggiunto: "Credo di poter fare ancora molte cose. La televisione e la radio sono state la mia passione e ho lasciato la mia azienda un po' in anticipo per scelta personale, ma non escludo un rientro se ci saranno le condizioni giuste, sia come conduttore che come responsabile di progetti editoriali". In merito alle recenti vicende politiche e mediatiche legate al programma Report e a Sigfrido Ranucci, Vianello ha espresso una posizione netta: "Trovo incredibile che negli ultimi tre mesi, in un momento storico segnato da notizie drammatiche in tutto il mondo, le vicende di un collega come Sigfrido Ranucci siano finite costantemente in prima pagina. Avendo diretto Rai3, quello che non ho proprio gradito è stata l'invadenza violenta della politica verso un programma di informazione del servizio pubblico. La politica deve fare un passo indietro: le inchieste sono l'ossigeno della democrazia. Ranucci è parte lesa di un attentato e questo sembra essere stato dimenticato. C'è stata una gestione sbagliatissima e un'azienda importante come la Rai deve rimanere autonoma e separata dal potere politico, a maggior ragione quando si parla di trasmissioni che fanno le pulci ai potenti".
   

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