Le sculture restaurate di Consagra e di Mattiacci nel nuovo giardino della Gnamc
il progetto con il contributo di Mecenati Roman Heritage cui è intitolato lo spazio
Tre sculture di Pietro Consagra e la scultura 'Tubo' di Eliseo Mattiacci sono di nuovo visibili al pubblico della Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea nello spazio esterno rinnovato e pensato come un vero e proprio 'giardino delle sculture'. A presentare oggi l'esito del restauro reso possibile a inizio 2026 dalla sponsorizzazione tecnica dell'Associazione Mecenati Roman Heritage, la Direttrice della Gnamc Renata Cristina Mazzantini, che ha spiegato come il museo stia investendo molto sulla riqualificazione dei giardini e degli spazi esterni "con l'obiettivo di restituirli alla cittadinanza come veri e propri percorsi espositivi all'aperto.
Grazie alla costante collaborazione con i Mecenati, il giardino - ha spiegato - accoglie oggi quattro opere da tempo sottratte allo sguardo del pubblico, e presto si arricchirà di nuove e importanti installazioni". Situato al centro della Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma il giardino fu progettato nell'ambito dell'ampliamento del 1933 affidato all'architetto Cesare Bazzani: oggi lo spazio accoglie tre sculture della serie dei marmi di Pietro Consagra, artista siciliano classe 1920 considerato un prestigioso esponente dell'astrattismo internazionale. Sono sculture bidimensionali: Bianco Macedonia, ossidiana e diaspro rosso, Bianco Macedonia e diaspro nero e rosso, Bianco Macedonia e nero del Belgio, realizzate nel 1977 e donate dal maestro alla Galleria nel 1988.
Inoltre in quello che diventa 'Giardino Mecenati Roman Heritage' a sancire il legame di mecenatismo con l'Associazione i visitatori troveranno l'exhibition copy del Tubo di Eliseo Mattiacci, acquisita dalla Galleria con il Piano per l'Arte Contemporanea nel 2015. Per il concetto moderno di restauro il caso del Tubo di Mattiacci è emblematico: piuttosto che leggere l'opera come un "oggetto unico e irripetibile", la replica è considerata come la riattivazione della matrice progettuale, in cui l'idea e la percezione dello spazio prevalgono sui materiali costitutivi originali. Questa seconda replica, dopo la prima cui aveva collaborato l'artista nel '90, è maggiormente fedele alla materia originaria e consente al pubblico di rivivere la monumentalità dell'opera senza alterare il valore concettuale dell'opera originale.Il 'giardino delle sculture', verrà dedicato all'Associazione con il nome Giardino Mecenati Roman Heritage, a sancire il legame virtuoso che la Gnamc ha intrecciato con questa realtà romana nel solco del mecenatismo, destinato a rimanere attivo nel tempo. Intervenendo alla presentazione del nuovo spazio e dell'esito del restauro delle sculture il Presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone ha elogiato "la scelta di realizzare una visione museologica moderna capace di incorporare gli spazi esterni con la collezione permanente" fatta dalla Gnamc, che è "punto di riferimento primario di valorizzazione dell'arte moderna e contemporanea che con questo intervento si rafforza".
Per il Presidente Mecenati Roman Heritage, Ugo Pierucci la realizzazione del restauro delle opere di Pietro Consagra e della scultura di Eliseo Mattiacci "ci incoraggia a proseguire su questa strada, supportati dal sostegno e dal contributo dei nostri Soci".
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