La Notte nera di Pilar Quintana, la giungla come eco della propria solitudine
ANSA - Cultura

La Notte nera di Pilar Quintana, la giungla come eco della propria solitudine

Mercoledì 23 settembre 2026
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nell'ultimo romanzo della scrittrice di Cali la protagonista è sola nella selva amazzonica

(di Laura Valentini) PILAR QUINTANA, 'NOTTE NERA' (LA TARTARUGA, PP 224, 20 EURO) - Una donna rimane sola nella selva amazzonica per quattro giorni, il suo compagno con cui ha condiviso il sogno di una vita immersa nella giungla è andato via con la promessa di tornare, ma lei non sa se crederci mentre la luce diminuisce e sta arrivando quella che si annuncia come la notte più scura. E' la situazione limite in cui si trova, per propria scelta, Rosa, protagonista dell'ultimo romanzo di Pilar Quintana, 'Notte nera' tradotto da Elisa Tramontin. Maestra nell'indagine psicologica che prende le mosse da un confronto con la natura, la scrittrice colombiana, classe 1972, ammiratrice dichiarata di scrittori quali Joseph Conrad e Ernest Hemingway, mette spesso le sue protagoniste di fronte a paesaggi assoluti che ispirano un ripiegamento interiore: avviene così anche in Gli abissi, con picchi e vette da capogiro non lontani da Cali, e nel romanzo che l'ha fatta conoscere al grande pubblico La cagna dove Damaris è alle prese con un ambiente ostile, quello di un villaggio sulla costa. In Notte nera Rosa ha pochi vicini che vede raramente, sono tutti uomini e le ispirano diffidenza: mentre più reali e concreti sono i suoni della foresta e degli animali che la abitano mentre pensieri ossessivi su minacce vere o immaginate iniziano a dominare la sua mente. Ed ecco che tiene al suo fianco un machete e un coltello, poi pero' ha pena di un pipistrello che pende dal suo tetto e che vorrebbe allontanare ma non uccidere. Sola tra gli abitanti della foresta e sotto acquazzoni che minacciano di allagare quella che ancora è più una capanna che una casa, più di tutto Rosa inizia a riflettere compulsivamente sul passato, in particolare su un antico fidanzato dalla doppia vita, con sullo sfondo le azioni della guerriglia in Colombia. E poi la sua vita familiare, trascorsa insieme a due donne, la mamma e la nonna, con l'ombra di un personaggio maschile, il dottore, a cui sua madre è legata dal lavoro e non solo. Pur riuscendo a dominare il paesaggio brutale che le circonda, Rosa è sempre più presa da questa introspezione con il passato e il presente che si mescolano in giornate scandite dalla necessità di nutrirsi ed essere al sicuro.
    Il romanzo si svolge nel corso di quattro giorni in cui la protagonista sembra passare dalla selva esteriore a quella interiore, perché nel racconto c'è anche uno studio profondo su cosa significhi la solitudine, e sulla tenacia del nemico che ognuno di noi ospita dentro di sé. Con echi che vanno da Conrad ad Edgar Allan Poe, Quintana scrive un nuovo viaggio nel cuore delle tenebre, dove la sopravvivenza viene prima di tutto.
   
   

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