Siri Hustvedt, con Paul Auster per 43 anni quanto ci siamo divertiti
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Siri Hustvedt, con Paul Auster per 43 anni quanto ci siamo divertiti

Giovedì 24 settembre 2026
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Esce 'Storie di fantasmi' della moglie del grande scrittore

(di Mauretta Capuano) SIRI HUSTVEDT, STORIE DI FANTASMI (EINAUDI, PP 282, EURO 20). Ride Siri Hustvedt come rideva con Paul Auster, riportando in vita quella complicità basata sul divertimento, sulla leggerezza che ha attraversato la loro lunga storia d'amore, durata 43 anni. In questi giorni in Italia, al Festivaletteratura di Mantova 2026, con 'Storie di fantasmi' (Einaudi) che ha scritto dopo la morte, a fine aprile 2024, del grande scrittore, racconta all'ANSA che "questo libro non è stata una scelta, ho dovuto farlo".
    "È stato chiaro per me che la scrittura - spiega - sarebbe diventata una parte fondamentale dell'elaborazione del mio lutto e l'ha reso migliore. La scrittura mi ha aiutato".
    Che cosa ti manca di più? "Parlare con lui, toccarlo".
    "Io sono viva. Mio marito Paul Auster, no" sono le prime parole del libro in cui ci sono anche le cose "orribili" che hanno affrontato. Le e-mail dalla 'Città del cancro', lettere, pagine di diario, il racconto del loro primo incontro quando lei era una giovane poetessa, la quotidianità nella casa di Brooklyn dove scrivevano e poi leggevano ad alta voce le loro storie seduti su due poltrone verdi. Dove c'è il futuro nelle sette lettere inedite indirizzate al nipotino Miles, appena nato, scritte da Auster consapevole di non avere più molto tempo.
    "C'è una lettera a Miles in cui dice 'vorrei morire dicendo una barzelletta'. Il piacere, il divertimento, le barzellette che noi ci raccontavamo facevano parte proprio del nostro essere insieme, di quello che c'era tra di noi. È una delle cose più importanti, più belle, assolutamente, di tutta la nostra storia".
    "Mi ero immaginata questo libro come una sorta di collage dove c'è anche la sua voce" dice Hustvedt che ha deciso a 13 anni che voleva diventare una scrittrice.
    Nel libro a un certo punto dice che le storie di fantasmi sono anche storie d'amore. "Nei nove mesi in cui ho scritto questa storia è cresciuto dentro di me un senso sempre più forte di gratitudine, la gratitudine per esserci stati l'uno per l'altro in questi 43 anni, naturalmente io avrei voluto avere Paul per ancora più tempo".
    Insieme siete stati sempre impegnati anche in battaglie politiche. Le porti avanti? "Noi abbiamo sempre una tendenza a separare la vita privata da quella collettiva, ma in realtà non sono diverse. Viviamo in una famiglia, viviamo nella collettività, viviamo nel mondo. Ho perso lui come persona, ma ho perso anche lui come alleato politico. Parlavamo, ci consultavamo. Ora la situazione è veramente molto minacciosa, molto complessa. Io continuo a parlare, a dire la mia, penso che non si debba essere codardi. Penso che tanti dovrebbero alzarsi e prendere posizione. Paul aveva speranze e paure.
    Nell'ultima lettera a Miles dice: 'non so se la Repubblica sarà morta o sarà attaccata a un respiratore. Se è morta non lo sappiamo ancora, sicuramente non è in gran forma. Attraverso le lettere ci anticipa un'altra era, quella in cui Miles sarà grande. Non sappiamo come sarà. Miles ci piacerebbe che fosse uno scrittore, però qualunque cosa faccia andrà bene".
    "Insieme ad altri scrittori avevamo creato con Paul un'associazione che si chiamava 'Scrittori contro Trump'. Poi il nome è stato modificato anche se potevamo tenerlo così com'era ed è diventato 'Scrittori per le azioni democratiche'. Sabato prossimo sarò negli Stati Uniti per un'occasione di cui sono molto felice, la premiazione di Heather Cox Richardson, una storica che commenta gli eventi che succedono nella nostra quotidianità, è molto seguita. Le verrà assegnato un nuovo premio che si chiama Gitlin -Auster Award for Democracy".
    Siri Hustvedet, con i suoi grandi occhi azzurri e i capelli corti biondi ci tiene a chiarire cosa le è capitato dopo la morte del marito. "Ho avuto questa esperienza neurologica della presenza di Paul una volta. Non è una cosa che tu fai succedere, è una cosa che ti succede. A volte ho delle allucinazioni olfattive. Da quando ho pubblicato il libro, molte persone mi hanno parlato delle loro esperienze di questo tipo. Una signora in particolare, che aveva perso il marito in Germania, prima di addormentarsi aveva la sensazione di essere accarezzata da lui.
    Potessi viverla anche io, mi piacerebbe molto".
    Ti ha pesato essere considerata da molti la moglie di Paul Auster? Quando ho pubblicato il mio primo romanzo un giornalista mi ha addirittura detto che pensava l'avesse scritto mio marito. Dicevano che Paul mi aveva insegnato la psicanalisi, la neuroscienze di cui in realtà lui non sapeva molto, ero io quella che aveva un Phd. Dopo l'irritazione ho gestito questa cosa però devo dire che ci è voluto molto tempo"
   

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