Inserzioni, tre artiste interrogano il Castello di Rivoli sul tema dell'abitare
Tre nuove commissioni site-specific di Haris Epaminonda, Sung Tieu e Christelle Oyiri
A partire dal 25 settembre 2026, Francesco Manacorda, che cura il progetto, presenta nuove commissioni site-specific realizzate da Haris Epaminonda, Sung Tieu e Christelle Oyiri, invitate a confrontarsi con l'architettura incompiuta del Castello e con il percorso della Collezione.
Pur lavorando autonomamente e senza confrontarsi tra loro, le tre artiste hanno sviluppato opere che convergono attorno a una domanda comune: "Dove abiti?". Un interrogativo che apre una riflessione su abitare, migrazione, memoria, identità e trasformazione degli spazi urbani.
"Le tre artiste, appartenenti a generazioni e contesti differenti, hanno ognuna elaborato un gesto creativo che risponde a tale interrogativo", spiega Manacorda. Il punto di partenza è anche il Castello stesso, monumento incompiuto, dimora reale, struttura militare e oggi museo.
Per Haris Epaminonda, il dialogo nasce dalla Sala di Bacco e Arianna e si estende idealmente a Casa Mollino. L'artista mette in relazione le architetture di Filippo Juvarra e Carlo Mollino attraverso il tema della soglia, del mito e della dimensione teatrale dello spazio. Sung Tieu interviene nella Sala 18 con un'installazione composta da fotografie, frammenti architettonici e una luce monocromatica. Il progetto prosegue la ricerca sviluppata per il Padiglione della Germania alla Biennale Arte 2026 e affronta temi legati a memoria, migrazione, controllo e appartenenza. Christelle Oyiri parte invece dal concetto di monumento come spazio nel quale si proiettano e si ridefiniscono immaginari storici e ideologici. Attraverso immagini, video e materiali d'archivio, l'artista riflette sulla città di Memphis, sulle identità e sulle forme di appartenenza.
Le opere, distribuite in diversi punti del percorso, non si limitano a occupare le sale, ma instaurano un dialogo con la loro storia, la funzione originaria e le opere della Collezione permanente.
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