'Ultima pagina', il primo romanzo del giornalista Claudio Cumani
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'Ultima pagina', il primo romanzo del giornalista Claudio Cumani

Lunedì 9 febbraio 2026
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La presentazione il 17 febbraio con Fois e Grandi a Bologna

CLAUDIO CUMANI, 'ULTIMA PAGINA, VOLEVO FARE IL GIORNALISTA' (Edizioni Pendragon, 144 pp., 15 euro) Bologna, 1980. Quando viene assunto nell'ufficio province di un quotidiano locale, Milordino ha venticinque anni, una laurea in tasca, una fidanzata che non ama e un sogno mal riposto: fare il giornalista. Ancora non sa che il luogo nel quale si troverà a lavorare è conosciuto come lo stanzone: un girone redazionale popolato da giovani alle prime armi, redattori ormai sul viale del tramonto, aspiranti seduttori e maestri del cazzeggio. Lì dentro si lavora (poco), si sbraita (molto), si ride (tantissimo) e si sopravvive alla vita di redazione tra fuorisacco, fax sbiaditi e tipografia con caratteri in piombo. Intanto, al di fuori, la Bologna appena uscita degli anni Settanta ribolle, inconsapevole di essere alla soglia di due delle tragedie che più la segneranno: il disastro di Ustica e la bomba alla stazione. È questo il tempo in cui Millo inizia a fare i conti con l'ambizione, la paura di fallire, le scelte, il peso delle aspettative e soprattutto con la propria identità da costruire.
    La storia è al centro del primo romanzo di Claudio Cumani, giornalista bolognese che dai primi anni Ottanta scrive sulle pagine culturali del Resto del Carlino. Dal 13 febbraio nelle librerie e negli store online, il 17 febbraio sarà presentato in Biblioteca Salaborsa a Bologna, con Marcello Fois, Roberto Grandi e l'autore.
    Partendo dalla sua esperienza personale, Cumani approda ad un racconto di autofiction nel segno di una comicità surreale.
    "Sul filo dei ricordi autobiografici, ho ritrovato facce, clima, colori. E, per quel che ho potuto, ci ho giocato. Il libro vuol essere soprattutto la testimonianza strampalata di un modo di fare giornalismo che non c'è più, la rievocazione nostalgica dei sogni e bisogni di una generazione antica, in un periodo storico segnato da tragedie immani. Ho narrato tutto questo, seguendo una corda surreale, attraverso la vita di una redazione notturna scomparsa nei quotidiani attuali, l'Ufficio Province. Una Fortezza Bastiani, per dirla alla Buzzati, a difesa dell'incompetenza", racconta.
   

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