Dal raggiro ad Arup alla voce clonata di Crosetto, l'inchiesta sulle truffe con l'IA
'Il falso perfetto' di Emilio D'Angelo, prefazione di Luciano Canfora
EMILIO D'ANGELO, IL FALSO PERFETTO (EDIZIONI DEDALO, PP 152, EURO 15,50) All'inizio del 2024 un dipendente dell'ufficio finanziario di Arup a Hong Kong si collega a una videochiamata con il direttore finanziario della sede di Londra e alcuni colleghi di lunga data. Esegue quindici transazioni verso cinque conti: venticinque milioni di dollari. Una settimana dopo scopre che nessuna delle persone collegate era reale. Arup, la società che ha curato l'ingegneria strutturale della Sydney Opera House, ammetterà la truffa solo mesi più tardi. È il caso da cui parte 'Il falso perfetto', l'inchiesta di Emilio D'Angelo, in libreria per Edizioni Dedalo nella collana Orwell diretta da Luciano Canfora, che firma la prefazione. Un tema tornato d'attualità in questi giorni con il raggiro ai danni dell'ex presidente di Fideuram, anch'esso costruito su una voce clonata. Giornalista da oltre trent'anni, caporedattore a RaiNews24, D'Angelo ricostruisce su ordinanze, misure cautelari e comunicati ufficiali i casi in cui l'intelligenza artificiale è diventata lo strumento operativo della frode.
Nel febbraio 2025 la voce del ministro della Difesa Guido Crosetto viene clonata per chiedere denaro agli imprenditori italiani: Massimo Moratti versa circa un milione di euro, recuperato dalla procura di Milano su un conto olandese. In Puglia la Guardia di Finanza scopre cinquantanove donne mai esistite, con volti e identità generati da software, che incassavano l'Assegno Unico per circa trecento bambini inesistenti. La Banca d'Italia è costretta a un comunicato per dichiarare falsi i video del governatore Fabio Panetta.
Il filo del racconto è il rapporto tra costo e danno: il software per clonare una voce si compra per qualche decina di euro, mentre le contromisure tecniche esistono da anni e restano inutilizzate.
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