Numero 10, al Palapartenope debutta lo spettacolo ispirato alla storia di Maradona
ANSA - Cultura

Numero 10, al Palapartenope debutta lo spettacolo ispirato alla storia di Maradona

Martedì 29 settembre 2026
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Sabato 3 ottobre con Lina Sastri, Erasmo Genzini, Maurizio Casagrande e Giorgio Borghetti

Debutta sabato 3 ottobre al Teatro Palapartenope di Napoli "Numero 10", lo spettacolo ispirato alla storia di Diego Armando Maradona. Sul palco Erasmo Genzini vestirà i panni del Pibe de Oro, affiancato da Maurizio Casagrande, nel ruolo di Ottavio Bianchi, Giorgio Borghetti, che interpreterà il giornalista e Ivan Granatino, la voce del popolo. La partecipazione straordinaria è di Lina Sastri, nel ruolo della madre di Maradona. Completano il cast un ensemble di ballerini e acrobati con le coreografie di Rimi Cerloj. Le musiche originali sono di Phil Mer, da anni batterista dei Pooh.
    La regia è firmata da Carolina Fanelli, che ha curato anche la sceneggiatura con la collaborazione del giornalista Marino Bartoletti, che firma e interpreta il monologo conclusivo dello spettacolo.
    "Numero 10", prodotto da Coloriamo i Sogni, sceglie di raccontare il campione argentino non attraverso una narrazione documentaristica, ma entrando nel suo mondo interiore, l'uomo dietro il mito: le sue paure, le fragilità, la solitudine, il rapporto con la gloria, ma soprattutto il legame con le persone che lo hanno amato. "Ho cercato di dare a questo spettacolo - spiega la regista Carolina Fanelli - un'identità precisa, differenziandolo dalle molte opere già dedicate a Maradona.
    Venendo sia dalla scrittura cinematografica sia dal teatro, ho scelto un linguaggio che fosse un punto d'incontro tra questi due mondi".
    Un ruolo centrale è affidato a Lina Sastri, che interpreta la madre di Diego. "Quando il peso di una corona è troppo grande - precisa l'attrice - può anche arrivare a schiacciare. Forse in parte Diego non ha avuto la forza di sostenere fino in fondo quel peso: era un genio assoluto in quello che sapeva fare, ma come uomo non è riuscito sempre a reggere il peso di una fama e di una responsabilità così grandi". A chiudere lo spettacolo sarà Marino Bartoletti, con un monologo nel quale il racconto torna al momento della morte del campione. Ma, questa volta, non sarà la cronaca a prevalere. Sarà il riconoscimento di ciò che resta: un uomo che ha saputo accendere sogni e un mito che continua a vivere oltre il tempo.
   

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