'L'arte di osservare', una rilettura inedita di Elliott Erwitt in mostra a Bologna
Dall'1 ottobre al Museo civico archeologico il suo ritratto più intimo e personale
Una rilettura inedita dell'opera di Elliott Erwitt (Parigi, 1928 - New York, 2023), tra i più importanti fotografi del Novecento, oltre la dimensione iconica che ne ha consacrato la fama internazionale, per restituire il ritratto più intimo e personale: è quella che propone la mostra 'Elliott Erwitt. L'arte di osservare', allestita dall'1 ottobre al 28 febbraio al Museo Civico Archeologico di Bologna. Curata da Biba Giacchetti, prodotta e organizzata da Civita Mostre e Musei, l'esposizione nasce dal desiderio di raccontare non solo il fotografo che ha saputo trasformare la quotidianità in immagini divenute patrimonio della memoria collettiva, ma soprattutto l'uomo dietro l'obiettivo: il padre, il marito, l'amico, il viaggiatore, l'osservatore instancabile della condizione umana. Il percorso riunisce circa un centinaio di foto che attraversano l'intera carriera di Erwitt, affiancando ai suoi lavori più celebri un importante nucleo di immagini provenienti dalla sua collezione privata, molte delle quali mai esposte al pubblico. Più che una retrospettiva cronologica, si configura come un ritratto in movimento, capace di intrecciare memoria privata e storia collettiva, restituendo al pubblico la complessità di uno sguardo che ha segnato la fotografia del Novecento.
La mostra si sviluppa attraverso cinque sezioni, tra cui un capitolo dedicato al suo rapporto con l'Italia: agli scatti che hanno reso celebre Erwitt nel mondo - entrati nell'immaginario collettivo sin dalla storica esposizione The Family of Man, curata da Edward Steichen al Museum of Modern Art di New York nel 1955 - si affianca un capitolo dedicato alla sua produzione più personale, dove la fotografia assume la forma del diario, senza mai ridursi a un semplice album di famiglia: le mogli, i figli, gli amici più cari, il maestro Steichen, ritratto insieme alla sua prima figlia, e Sammy, il fedele cane che lo accompagnò per molti anni. Anche foto ormai universalmente conosciute vengono restituite al loro contesto originario. Il celebre ritratto della piccola Ellen osservata dalla madre, ad esempio, non viene presentato solo come una delle immagini simbolo della fotografia del Novecento, ma come un momento della vita familiare di Erwitt capace di trasformarsi in un'icona universale.
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