A Roberto Bolle il titolo di Chevalier dans l'Ordre des Arts et des Lettres
ANSA - Cultura

A Roberto Bolle il titolo di Chevalier dans l'Ordre des Arts et des Lettres

Giovedì 1 ottobre 2026
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La consegna dell'onorificenza nella sede dell'ambasciata di Francia

La star della danza Roberto Bolle ha ricevuto dall'ambasciatrice di Francia in Italia Anne-Marie Descôtes il titolo di Chevalier dans l'Ordre des Arts et des Lettres (Cavaliere nell'Ordine degli Arti e delle Lettere) a nome della ministra della cultura francese. L'onorificenza, annunciata nell'agosto 2025, è stata consegnata il 1 ottobre in una cerimonia nella Sala dei Fasti Farnesiani a Palazzo Farnese.
    Durante il conferimento l'ambasciatrice ha ricordato i momenti salienti della carriera del grande ballerino, dal 2004 Étoile del Teatro alla Scala di Milano, "un percorso fatto di passione, rigore, impegno e generosità" come "ambasciatore dell'Arte, un cittadino del mondo che porta la danza e la creazione oltre i propri confini" e con "Roberto Bolle and friends" "ha aperto le porte della bellezza classica a migliaia di persone".
    Il suo impegno ventennale come ambasciatore di buona volontà per l'Unicef, il suo lavoro con il Fai o la nascita di OnDance, la grande festa di tutte le danze che trasforma la città e riunisce migliaia di giovani e appassionati, sono la dimostrazione - è stato ricordato - della sua volontà di favorire l'emancipazione attraverso la cultura.
    "Ricevere questo prestigioso riconoscimento mi emoziona profondamente e mi riempie di gratitudine - ha detto Bolle nei ringraziamenti -. La Francia è da sempre una delle patrie della danza, il luogo in cui quest'arte ha trovato una parte fondamentale della propria storia e della propria identità. Per me ricevere oggi questa onorificenza significa anche sentirmi accolto da una cultura che ha dato alla danza un valore universale, capace di parlare a tutti e di superare ogni confine". Il ballerino ha sottolineato di aver sempre creduto "che la bellezza, l'arte e la cultura non debbano rimanere confinate nei luoghi in cui nascono, ma debbano uscire dai palcoscenici e raggiungere le persone, soprattutto i più giovani. È questa la direzione in cui ho cercato di portare il mio lavoro e il mio impegno. Accolgo questo privilegio con emozione e con la responsabilità di chi sente ancora più forte il desiderio di continuare a condividere la danza, la sua bellezza e i suoi valori, con sempre maggiore passione e dedizione".
   

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