'Le Wunderkammern di Wolfango', una mostra nel centenario della nascita
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'Le Wunderkammern di Wolfango', una mostra nel centenario della nascita

Giovedì 1 ottobre 2026
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Dal 3 ottobre a Pieve di Cento un omaggio attraverso le foto di diversi autori

La Pinacoteca 'Graziano Campanini' di Pieve di Cento (Bologna) presenta dal 3 ottobre al 28 febbraio, nel centenario della nascita di Wolfango Peretti Poggi, 'Le Wunderkammern di Wolfango', tappa dell'anno di celebrazioni Wolfango 100-100 Wolfango, progetto ideato e promosso dalla figlia del pittore, Alighiera. L'esposizione, a cura di Maria Elena Barbieri, rende omaggio alla figura e all'opera di uno degli artisti più originali e appartati della cultura bolognese del secondo Novecento attraverso fotografie realizzate da diversi autori nel corso degli anni.
    Gli scatti di Nino Migliori, Tiziana Bertacci, Fabio Fantuzzi, Luca Bolognese, Ennio D'Altri, Andrea Samaritani, Sonia Lenzi e un video di Anna Fantuzzi raccontano il pittore nell'arco di oltre trent'anni, mostrando il suo volto, lo studio e gli spazi della casa. Una documentazione preziosa che permette di entrare nella dimensione quotidiana e creativa dell'artista, caratterizzata da una straordinaria densità di oggetti, immagini e materiali. A questa prospettiva si aggiunge un'installazione fotografica di Sonia Lenzi, che nel 2024 ha esplorato i cassetti nei quali Wolfango custodiva immagini, documenti e reperti legati alla propria storia e a quella della sua famiglia.
    Wolfango ha a lungo scelto di vivere in una dimensione appartata, quasi in penombra. Sarà soprattutto a partire dagli anni Ottanta, anche grazie all'incoraggiamento di Eugenio Riccomini, che il pittore uscirà progressivamente dall'anonimato. La mostra si propone di entrare proprio in quella sfera privata e insieme visionaria che caratterizza la figura di Wolfango, documentando gli spazi della sua creatività, camere delle meraviglie in cui opere, oggetti, immagini, ricordi e tracce della vita quotidiana ancora oggi convivono, restituendo la complessità di un maestro che ha sempre difeso con ostinazione il proprio mistero.
    Tra i documenti più significativi figurano le fotografie realizzate da Nino Migliori, che il 28 aprile 1986 documentò una vera e propria impresa: l'apertura di un taglio diagonale nel muro dello studio dell'artista, necessaria per consentire l'uscita di un grande dipinto destinato alla mostra all'ex Chiesa di Santa Lucia.
   

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