Ricciarelli, 'felice dell'intitolazione dello studio Rai a Baudo, tv torni a quel rigore'
"Il mancato invito? Non importa, lo ricordo lo stesso"
"Quando vediamo la televisione pensiamo sempre a quello che è stato Pippo Baudo e a quello che ha fatto lui, perché come si fa a non farlo? Sono molto orgogliosa e contenta di questo riconoscimento, ma certo, poverino, non doveva mica morire perché lo dicessimo". Così Katia Ricciarelli commenta, in una conversazione con l'ANSA, l'inaugurazione del nuovo studio televisivo del Centro di Produzione Rai di Saxa Rubra intitolato a Pippo Baudo, la prima struttura realizzata ex novo dall'azienda dal 1990. Il nuovo spazio produttivo ospiterà dal 3 ottobre la nuova edizione di Ballando con le Stelle.
"Sicuramente Pippo è stato capace di modernizzare la televisione italiana, ma questo lo sappiamo bene. Ci sono tanti personaggi che hanno dato molto e poi, una volta morti, non si ricordano neanche più: questa è una brutta cosa. Per fortuna per lui non è così. È davvero difficile trovarne uno come lui, questo è poco ma sicuro", sottolinea la cantante lirica ed ex moglie di Baudo.
Sull'assenza dei figli di Baudo, Tiziana e Alessandro, alla cerimonia di intitolazione e sulla presenza della storica assistente Dina Minna, Ricciarelli preferisce non sbilanciarsi: "È un commento che non voglio fare, credo che si sappia quello che penso. Se mi sarebbe piaciuto esserci? Vabbè, gli inviti non li mandano di sicuro, ma non ha importanza: io lo ricordo sempre lo stesso".
Interpellata infine sulle parole di Milly Carlucci secondo cui debuttare in uno studio intitolato al presentatore impone di essere all'altezza della sua storia, l'artista esprime riserve sulla tv di oggi: "Oggi è tutto un po' cambiato. Sta di fatto che spero che cambierà un'altra volta questo andamento che c'è.
Basta che pensiamo a Corrado, a Mike Bongiorno, a Pippo, a Vianello... insomma: questo dice tutto sul rispetto e sul rigore".
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