Federico Petroni, la 'secessione di classe' e la crisi d'identità Usa
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Federico Petroni, la 'secessione di classe' e la crisi d'identità Usa

Venerdì 2 ottobre 2026
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Nel libro 'Fiamme americane'. Trump? 'Nelle elezioni di midterm prenderà sonora batosta'

FEDERICO PETRONI, FIAMME AMERICANE (GRAMMA FELTRINELLI, PP 346, EURO 20).

La "secessione di classe" è la principale causa della crisi d'identità degli Stati Uniti. Lo dice all'ANSA il giornalista Federico Petroni, autore di 'Fiamme americane', il suo primo libro appena uscito per Gramma Feltrinelli, frutto di cinque anni di studio e viaggi negli Usa alla ricerca delle cause che corrodono l'impero e hanno generato la nuova destra.

"La guerra di secessione di classe sta andando avanti da almeno gli anni Settanta negli Usa, in Italia ne ha parlato Marco d'Eramo. Si è avuto un divorzio tra il territorio e il capitalismo, si sono concentrate le attività economiche in poche grandi aree, le metropoli costiere, e anche in alcune attività.  Questo ha separato le élite dal resto della società. E' caduto il senso di responsabilità collettiva, il senso di obbligo civico" spiega Petroni, coordinatore America di Limes e della scuola di Limes.

"Con tutti i difetti, le élite ricche della prima metà del novecento che erano razziste, misogine, sessiste, mantenevano un senso di obbligo nei confronti del Paese che ora è sparito. Questo non riguarda solo i ricchi, riguarda anche la borghesia, i professionisti che hanno creato una società basata sulla meritocrazia che però è distaccata dal resto della società. La crisi deriva delle èlite milionarie, che smettono di pagare le tasse e dalle élite più borghesi, dei professionisti, che hanno sviluppato un'arroganza nei confronti della popolazione. Gli Stati Uniti sono andati in crisi perché non esiste più una idea di destino condiviso, comune. Questo è dovuto anche al fallimento spettacolare delle ideologia della globalizzazione" sottolinea il giornalista esperto di geopolitica che ha fatto molti viaggi nella pancia del paese, nell'Ohio, in Nebraska, nella Pennsylvania rurale. "Ho cercato delle piccole Americhe nell'America". Siamo difronte a una "guerra fredda civile" dove sogni e miti si stanno riducendo in cenere e a dominare sono isolamento, depressione e risentimento. "Sono gli americani stessi a non credere più nel loro sogno e nella loro superiorità morale. Si produce così la depressione di Biden o la brutalità di Trump".

Cambierà qualcosa con le elezioni di midterm del 3 novembre? "Trump prenderà una sonora batosta. Perderà la Camera ed è possibile anche il Senato. Nonostante resista un terzo di americani che è soddisfatto di quello che sta facendo, si è bruciato il consenso che lo ha portato alla Casa Bianca, quello dei giovani, degli ispanici e degli americani che si erano affidati ai Repubblicani per il costo soffocante della vita, i problemi dell'immigrazione e il wokismo". Come mette bene in chiaro il libro, con la prefazione di Lucio Caracciolo, il costo della vita è la cosa più importante per tutti gli americani e su questo "Trump non ha fatto niente. L'assicurazione sanitaria è la cosa che è più aumentata con lui. Si cercano nuove alternative, ma indietro non si torna. Il nazionalismo affermato da Trump nella destra americana è destinato a restare".

Cosa la ha spinta a scrivere questo libro? "Se c'è un motivo profondo è per far riflettere anche le nostre classi dirigenti ed élite sui nostri fallimenti e la nostra arroganza. Se pensiamo che chiunque non la pensi come noi sia un ignorante, razzista, che non capisce niente, smettiamo di essere una società e alimentiamo la discordia. L'altro contiene sempre una parte di verità. Scrivendo questo libro ho capito anche che la destra americana ha compreso meglio dei democratici quali siano i problemi dell'America. Le diagnosi, non le soluzioni".

L'avanzare delle destre? "Non credo che esista l'internazionale nera di cui si parla molto. Indubbiamente il governo Trump e la sua destra hanno interesse a gonfiare movimenti nazionalisti perché ritengono il liberalismo sia un virus che ha infettato America e Occidente" La destra italiana? "Non fa una riflessione profonda come quella americana. Tutto il Paese si comporta come se le crisi in cui siamo immersi non ci riguardassero, proprio noi che siamo in mezzo al Mediterraneo.

Gli ultimi 35 anni hanno determinato un fallimento spettacolare di tutte le ricette che ci dovevano portare al progresso" Petroni dice anche di aver scritto questo libro "per fare autocritica. Serve un ricambio generazionale. Il nostro stile di vita è insostenibile perché si basa su un indebitamento e in un mondo dove il capitale è più competitivo porterà a una resa dei conti. Se ci arriviamo avendo fatto autocritica e capendo cosa del passato possiamo recuperare possiamo affrontare meglio la tempesta in cui siamo".
   

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