'La Valle dell'Eden' torna sullo schermo, regia di Zoe Kazan
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'La Valle dell'Eden' torna sullo schermo, regia di Zoe Kazan

Venerdì 2 ottobre 2026
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Per Netflix, la serie creata dalla nipote del regista che adattò Steinbeck con James Dean

(di Lucia Magi) Cathy Ames arriva quasi morta sulla soglia di una fattoria sperduta del Connecticut e da quel momento niente sarà più come prima: i fratelli Adam e Charles Trask sono condannati. Bella, intelligente, manipolatrice, capace di una violenza feroce: John Steinbeck ne fece uno dei personaggi più oscuri del suo romanzo capitale, 'La valle dell'Eden'. Zoe Kazan, nipote di quell'Elia che portò la storia al cinema nel 1955, la mette ora al centro della serie che ha scritto e diretto per Netflix - sette episodi dal primo ottobre - con Florence Pugh nei panni dell'indimenticabile anti-eroina.
    "Questo libro per me è un mistero. L'ho letto tantissime volte e ogni volta che ci torno noto qualcosa di nuovo", afferma in conferenza stampa la showrunner 43enne. Racconta Kazan che scoprì l'opera a 15 anni e ne rimase talmente ossessionata che i genitori furono costretti a portarla "in pellegrinaggio" a Salinas, in California, il posto in cui approda la famiglia Trask. "Dovevo andare alla Mecca. Sono cresciuta in California; tutto di quella storia mi affascinava. Quando un romanzo è così pieno di tesori continua a chiamarti". Finché Kazan trovò il coraggio di scrivere ai suoi agenti: "Se mai si liberano i diritti de 'La valle dell'Eden', proponetemi come sceneggiatrice. Ho un'idea di quello che voglio farne".
    La storia comincia quando Cathy, pestata quasi a morte, arriva alla fattoria dove i Adam e Charles si sono appena ritrovati. Adam se ne innamora, Charles ne diffida. Cathy sposa il primo e parte con lui per la terra promessa del tempo, la California. Riluttante e inquieta, la donna scappa abbandonando marito e due neonati. Le sue scelte, la sua freddezza e dannazione, impregneranno come un maleficio la vita della famiglia, anche nella generazione successiva. Sullo sfondo, c'è un Paese che sta cercando se stesso, tra guerra, soprusi, e la corsa verso Ovest.
    Attrice in 'Olive Kitteridge' (che le valse una candidatura agli Emmy) o in 'Anche io - She Said', Kazan ha raccolto questa epopea statunitense e si mette dietro la macchina da presa, calcando le orme del nonno, che per il suo adattamento si concentrò sull'ultima parte del romanzo e scelse James Dean per il ruolo di Cal, uno dei due gemelli nati da Adam e Cathy, e Jo Van Fleet, che vinse l'Oscar, per la sua interpretazione della donna. Ora è la 30enne Pugh, candidata all'Oscar per 'Piccole donne' e presto di nuovo principessa Irulan in 'Dune: 3'.
    Christopher Abbott è Adam, Mike Faist ('Challengers') il fratello Charles; nel cast anche Ciarán Hinds, Tracy Letts e Martha Plimpton.
    "Quello di mio nonno è un film importante e emblematico - dice Zoe, che però confessa di aver evitato di riguardarlo mentre scriveva la sua serie - Affronta una parte della storia con curiosità e con una voce propria. Ma ogni volta che leggevo di una nuova trasposizione pensavo: non è così che bisognerebbe farlo". Per lei Steinbeck chiedeva la televisione. "L'opera aveva bisogno di un arco più ampio, perché si muove nel tempo, racconta diverse generazioni, è già una serie in sé, dove ogni capitolo è molto diverso dal precedente e l'insieme diventa qualcosa di molto più grande della somma delle parti", dice Kazan, che ha cominciato a lavorare allo show nel 2020.
    "Purtroppo oggi mi sembra ancora più urgente di sei anni fa - riflette - Questa storia seza tempo va contro un impulso che vedo prevalere nella cultura attuale: quello di decidere a priori chi è una persona, di inchiodarla per sempre e punirla per le sue azioni invece che permetterle di cambiare. Dire 'ho sbagliato' è una cosa molto potente". Ecco perché questo romanzo parla a ogni epoca: "L'idea che siamo capaci di cambiare, che possiamo custodire dentro di noi il nostro passato senza viverlo né come una pietra troppo pesante da sostenere né come qualcosa di insignificante, per me è piena di speranza. È quello che spero per i miei figli e per me stessa".
   

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