Hawass e Greco insieme al Cairo, 'amore del sapere unisce sponde del Mediterraneo'
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Hawass e Greco insieme al Cairo, 'amore del sapere unisce sponde del Mediterraneo'

Venerdì 2 ottobre 2026
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L'archeostar e il direttore del Museo Egizio di Torino all'Istituto italiano di Cultura

(di Domitilla Conte) Cleopatra è davvero morta suicida? Nel bagno di Zahi Hawass c'è un tunnel che collega la sua casa alle piramidi? Com'era la vita quotidiana degli archeologi italiani delle prime spedizioni? Marcantonio è morto in Egitto? Dove sono le tombe di Cleopatra e Alessandro Magno? Sono alcuni degli interrogativi emersi, tra realtà e finzione, durante una vivace conferenza svolta al Cairo dall'archeostar egiziana Zahi Hawass e il direttore del Museo egizio di Torino Christian Greco all'Istituto italiano di cultura. Due studiosi diversi nell'approccio e nello stile, uniti per la comune passione per l'antico, un sapere che - sottolineano entrambi - Italia ed Egitto condividono, non da 200 anni, ma almeno fin dai tempi di Platone.
    L'incontro era intitolato 'Come l'Italia ha dato forma all'Egittologia e come il mito dell'Antico Egitto ha plasmato l'identità italiana', ma ha finito per spaziare da concetti molto alti, come l'origine dell'etica, fino agli aneddoti e alle fantasie letterarie dell'egittologo per antonomasia, Zahi Hawass. A quasi 80 anni continua a scrivere e viaggiare, coltivando rigore scientifico ma anche scrittura creativa, come in un romanzo su Cleopatra di cui ha annunciato l'imminente uscita, in cui immagina una sorte diversa dal morso dell'aspide.
    E a sfatare molti miti dell' egittologia da bar, dalle maledizioni agli alieni.
    "La passione per l'Egitto non è nata sulla nostra sponda del Mediterraneo nel 1822 con Jean-François Champollion e Ippolito Rosellini - ha ricordato Greco -: dobbiamo andare molto più indietro nel tempo, quando il mondo classico guardava all'Egitto come l'antichità da studiare". Platone, racconta, scriveva che nessuno poteva dirsi un sapiente se non aveva trascorso un lungo periodo in Egitto e Ottaviano ne era talmente affascinato da riempire Roma di obelischi. Un'attrazione che non accenna a diminuire, a giudicare dalle file davanti ai musei quando è in mostra l'Antico Egitto. Per non parlare delle conferenze di Hawass in Italia, frequentissime e quasi sempre sold out. E costanti contatti tra studiosi perché, come dice Greco, l'egittologia non può esistere senza l'Egitto.
    "Il museo di Torino ha tantissimi progetti con il Cairo, ottimi rapporti con il Consiglio supremo delle antichità e stiamo andando a definire anche nuovi elementi di collaborazione con il Gem, oltre a continuare a lavorare con quello di piazza Tahrir. Spero in un incremento degli scambi, che molti curatori egiziani vengano da noi e che gli italiani vengano in Egitto".
    Come presidente del Cipeg, l'associazione internazionale di egittologia che raccoglie tutte le collezioni del mondo, Greco ha poi annunciato il prossimo convegno in programma a partire dal 30 novembre tra Alessandria e Il Cairo, dal titolo 'Egypt mediterranean encounters'. "L'idea - ha spiegato - è proprio quella di porre sempre più attenzione alla congiunzione tra l'Europa e l'altra sponda del Mediterraneo avvenuta fin da tempi antichissimi", ancora prima dell'ellenismo e della fondazione, nel VII secolo avanti Cristo, di Naucrati, colonia greca nel Delta del Nilo.
    Molto si è parlato di conservazione e tutela del patrimonio, a cui l'Egitto sta dedicando grande attenzione, chiudendo ad esempio i siti archeologici a rotazione per evitare i danni da overtourism, il respiro di folle in ambienti stretti in grado di pregiudicare un 'heritage', eredità, insiste Greco, "che abbiamo solo in prestito e abbiamo il dovere di trasmettere ai posteri".
    Hawass si è soffermato sui suoi ricordi di scavo con i colleghi italiani, ha parlato dell'emozione provata al Colosseo o a Pompei, di Tutankhamon e Nefertiti e dei tanti interrogativi ancora aperti di questa storia millenaria. Le tombe di Cleopatra e Alessandro Magno sono ancora avvolte nel mistero. Mentre il tunnel per le piramidi nel bagno di Hawass non c'è, come ha voluto verificare di persona - ha raccontato - un giornalista americano.
   

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