Inciocchi, 'Telemeloni? Parlo con tutti. Per chi ho votato? Per una forza di governo'
ANSA - Cultura

Inciocchi, 'Telemeloni? Parlo con tutti. Per chi ho votato? Per una forza di governo'

Venerdì 2 ottobre 2026
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A Un Giorno da Pecora: "Patù non sarà il solito talk show, spazio anche all'IA"

"Io catalogato come Telemeloni? Perché arrivo con questo governo. Ma in tre anni di Agorà ho fatto quello che ho sempre fatto: faccio il giornalista, modero, incontro, conosco tutti. L'anno scorso sono stato ad Atreju e alla festa dell'Unità di Reggio Emilia. Parlo con tutti, interloquisco con tutti, ho anche amici nella politica". Lo dice Roberto Inciocchi, ospite di Un Giorno da Pecora su Rai Radio1, rispondendo alle domande di Giorgio Lauro a Nancy Brilli alla vigilia del debutto con Patù, il nuovo programma di approfondimento al via mercoledì 7 ottobre in prima serata su Rai2.
    Dopo vent'anni a Sky, è approdato in Rai nel 2023: "Io arrivo in Rai perché mi chiama Paolo Corsini, direttore dell'Approfondimento, per dirmi: sulla base della tua esperienza, ti chiediamo se possiamo lavorare insieme sul mattino". "Per chi ha votato alle elezioni?", lo incalza Lauro.
    E il giornalista: "Ho votato per una delle forze dei partiti di governo, uno dei quattro, anzi dei cinque considerando l'Udc.
    Insomma, ho votato lì dentro".
    A Lauro che lo definisce il 'kamikaze Inciocchi', perché ha accettato la sfida di riportare l'informazione in prime time su Rai2 in una serata difficile come il mercoledì, il giornalista risponde ammettendo che Patù "tecnicamente è una follia: tre ore e mezza, dalle 9.30 all'una". Perché il titolo? "A 48 ore dalla presentazione dei palinsesti - racconta - non ci veniva in mente nessun titolo, ce n'erano vari, come Girotondo. Alla fine ho pensato a questo paesino piccolissimo del Salento, con un nome evocativo, televisivo, due sillabe e un accento, e a un certo punto l'ho tirato fuori. È un comune di ottomila italiani in rappresentanza di tutti noi". Il programma "non sarà il solito talk show. Apriamo con un viaggio, un racconto del nostro paese.
    Nella prima puntata avremo un personaggio di livello mondiale che ci accompagna". "Helen Mirren?", suggerisce Brilli.
    "Chissà", sorride Inciocchi. "Ci saranno la politica, la cronaca". "Garlasco?", chiede Lauro. "Non ho mai fatto Garlasco.
    Ne parleremo solo e quando offrirà notizia. Il caso Ranucci? No". Nel primo appuntamento gli ospiti del talk politico saranno Francesco Boccia e Lucio Malan, "e poi avrò la mia coppia preferita che mi porto dietro da Agorà, Peter Gomez e Pietro Senaldi".
    Spazio anche all'intelligenza artificiale: "Ringrazio la Rai - sottolinea Inciocchi - che mi ha consentito di fare quello che volevo: andremo a intervistare chi a pensato per la prima volta il concetto di Imitation Game, divento un avatar che intervista un altro avatar. È un modo semplice e pop per parlare di una cosa che rappresenta un grande pericolo".
    Rivendicando il suo modo di condurre pacato ("da me non urla nessuno, basta un'occhiata con gli ospiti"), Inciocchi cita tra i suoi giornalisti preferiti "Ettore Mo, Vittorio Zucconi". Tra i contemporanei apprezza "Floris". "Travaglio o Porro?", chiede Lauro. "Porro mi piace ma mi diverte più Travaglio". E Lauro: "Gruber o Vespa?". "Gruber è un fenomeno, Vespa ha fatto la storia della televisione. A Vespa diamo il premio alla carriera". Tra Lavitola e Ranucci, intervisterebbe "Ranucci: è una storia incredibile, prima o poi la piena verità si capirà, soprattutto come un uomo di esperienza come Ranucci, all'apice della carriera, abbia commesso un errore oggettivo: ognuno frequenta chi vuole ma non in quel modo lì. Di questa storia servirà ancora un pezzetto di narrazione".
   

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