Seminare idee, il desiderio tema del festival a Prato
ANSA - Cultura

Seminare idee, il desiderio tema del festival a Prato

Martedì 10 febbraio 2026
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Seconda edizione della rassegna dal 5 al 7 giugno

Scrittori, psicoanalisti, psicologi, scienziati, filosofi, giornalisti, uomini di fede, artisti e sportivi a parlare di desiderio. E' questa la parola-tema della 2/a edizione di Seminare idee festival, rassegna di approfondimento e condivisione culturale che torna a Prato dal 5 al 7 giugno.
    Già nella sua etimologia, de-sidera, letteralmente 'mancanza di stelle' - spiegano gli organizzatori della manifestazione, ideata e diretta da Annalisa Fattori e Paola Nobile, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato col contributo della Regione Toscana e in collaborazione con la Provincia di Prato - "la parola rivela un vuoto, una distanza che chiede di essere colmata. Il desiderio è un tratto irriducibilmente umano, che non appartiene alle macchine né all'intelligenza artificiale. È una forza che attraversa tutte le età della vita, dall'adolescenza alla maturità, definendo le nostre decisioni, il nostro sistema di valori e il nostro rapporto con gli altri.
    Il desiderio apre alla scoperta e alla conoscenza, all'incontro con l'altro e alle relazioni, al superamento dei nostri limiti, è una spinta che orienta le nostre scelte e ci aiuta. Ma è anche una forza ambivalente: può generare cura e legami, oppure sopraffazione e conflitto; può spingerci oltre i confini dell'ignoto, o trasformarsi in ossessione". Nel corso delle tre giornate, il festival inviterà così a esplorare il desiderio con conferenze, letture, dialoghi, incontri e spettacoli - tutti gratuiti - diffusi nel centro storico di Prato. Anche in questa edizione ci sarà la sezione Seminare idee kids.
    "Seminare idee si propone come un'occasione in cui le persone possono riconoscersi come comunità grazie all'incontro, all'ascolto, al dialogo", afferma Diana Toccafondi, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. "Seminare idee Festival rappresenta uno spazio prezioso di confronto e di apertura, dove la cultura diventa strumento per interrogare il presente e costruire nuove possibilità", le parole di Cristina Manetti, assessora alla cultura della Regione Toscana. "Indagare le sfumature del desiderio significa anche imparare a riconoscerlo. Non c'è una parola più astratta e nello stesso tempo più concreta" osservano infine Fattori e Nobile.
   

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