'La vecchia' di Simenon, il conflitto inesorabile tra due donne in una casa di Parigi
ANSA - Cultura

'La vecchia' di Simenon, il conflitto inesorabile tra due donne in una casa di Parigi

Martedì 10 febbraio 2026
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per la prima volta tradotto in italiano il romanzo 'a porte chiuse' dello scrittore belga

(di Laura Valentini) GEORGES SIMENON, 'LA VECCHIA' (ADELPHI EDIZIONI, PP 176, 18 EURO) - "Si era messa un cappotto di panno nero bordato di pelliccia di martora e non dimostrava affatto la sua età. Le avresti dato settant'anni più che ottanta, e sembrava una qualunque borghese che va a messa la domenica". Si presenta così Juliette Viou, 'La vecchia' dell'omonimo romanzo di Georges Simenon che lo scrittore terminò a Échandens all'inizio del 1959 e che ora Adelphi riporta in libreria tradotto per la prima volta in italiano da Simona Mambrini. Il romanzo è quello che, a teatro, si definirebbe un huis clos: una vicenda la cui azione si svolge quasi interamente in uno spazio chiuso ("Lei non ha mai scritto niente di simile" disse una volta Paul Morand a Simenon dopo aver letto il romanzo), ovvero un appartamento dell'×le Saint-Louis, a Parigi, dove la proprietaria Sophie Émel decide di ospitare la nonna, Juliette, che non vede da quindici anni. Uscita di casa quando lei era ancora una ragazzina, praticamente scomparsa senza lasciare traccia, 'la vecchia' riappare nella vita della nipote perché si oppone a uno sfratto e si barrica in un appartamento destinato alla demolizione minacciando di buttarsi dalla finestra. La polizia rintraccia la sua parente più prossima e Sophie - celebre paracadutista e pilota che conduce un'esistenza molto dissipata e ad alto tasso alcolico - accetta quasi per una sorta di svagata curiosità di ospitare la nonna. Che dimostra da subito una personalità indomita. Costretta ad andarsene Juliette "ostentava allegria per dimostrare che non aveva perso la partita, che non se ne andava sconfitta o costretta, ma di buon grado, portandosi dietro tutte le sue cose: sua nipote era venuta a prenderla e l'aveva invitata a stare da lei, in un bell'appartamento sull'×le Saint-Louis".
    Sophie non vive da sola. Nella sua casa abitano un'amica dal passato doloroso e la cameriera, di cui Juliette riesce quasi subito ad accattivarsi le simpatie: le quattro donne si osservano, si spiano, pronte in ogni momento a umiliare e a colpire. Ma il vero conflitto, silenzioso, è tra la giovane e la nonna. "Sophie, che mai aveva accettato l'idea di svegliarsi al mattino con un uomo in casa, foss'anche un marito, adesso si ritrovava a ospitare una vecchia caparbiamente decisa a conservare la sua personalità". A cominciare dalla sua stanza che riempie di mobili e oggetti che le appartengono e che faticosamente ma senza esitare recupera dalla casa dove aveva passato tanti anni. Tra la giovane e la vecchia si innesca un complicato gioco al massacro, fatto di reciproci sospetti e sottili crudeltà, che finisce per coinvolgere anche l'ultima amica di Sophie, Lélia, che se ne va sbattendo la porta.
    "Juliette aveva il talento di individuare i punti deboli delle persone, di mettere il dito in piaghe che si credevano cicatrizzate. Lo faceva con garbo, senza insistere, come fosse una carezza, e però faceva male" annota Simenon (il cui genetliaco ricorre venerdì 13 febbraio) che costruisce un'atmosfera ogni giorno più claustrofobica e inquietante, in un crescendo che sfocerà, inesorabilmente, nella violenza.
    E proprio il 13 febbraio il libro sarà presentato a Roma da Giancarlo De Cataldo e Patrizia Rinaldi, con Florinda Fiamma alla libreria Spazio Sette, alle 18.30.
   

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