Un mosaico di voci per la maratona web che racconta Umberto Eco
Da Saviano a Canfora, da Bartezzaghi a Moni Ovadia fino a Fresu
Da Bangkok a Nairobi, da Seul a Quito, da Pretoria alle Azzorre, da Città del Messico fino ad Anchorage: a ricordare Umberto Eco a dieci anni dalla scomparsa di Umberto Eco nella maratona globale Eco Eco Eco - A World-Wide Talk for Umberto organizzata dalla famiglia Eco, la Fondazione Umberto Eco e la Fondazione Bottega Finzioni, ci sarà un mosaico di voci potente e variegato. Traduttori, editori e narratori come Eshkol Nevo, giornalisti internazionali, come l'iraniano Maziar Bahari, incarcerato e torturato nel 2009 e liberato anche grazie all'interessamento di Umberto Eco, artisti e fumettisti come Milo Manara e Igort, accademici dei Lincei come Carlo Ossola e Lina Bolzoni, membri de l'Académie française, come Pierre Rosenberg, la direttrice generale Unesco (2009- 2017) Irina Bokova. Accanto ai contributi del pubblico, interverranno anche Roberto Saviano, Beppe Severgnini, Michele Serra, Elisabetta Sgarbi, Mario Andreose, Luciano Canfora, Gherardo Colombo, Ferruccio De Bortoli, Aldo Grasso e tante altre personalità del mondo della cultura italiana e internazionale.
Stefano Bartezzaghi farà un gioco ispirato a Eco, Alessandro Bergonzoni lo ricorderà con il suo linguaggio surreale, Moni Ovadia con una barzelletta, Jeffrey Schnapp fondatore del metaLAB di Harvard dialogherà con un simulacro di Umberto Eco generato dall'intelligenza artificiale. Il tributo musicale vedrà invece Gianni Coscia e Francesco Filidei, oltre a Paolo Fresu (alla tromba, lo strumento più amato da Eco) e a Gianluigi Trovesi. Lo sviluppo della maratona digitale nonstop di 24 ore - che mette fine ai dieci anni di silenzio chiesti da Eco e che trasformerà la memoria del Professore in un dialogo corale, invitando per la prima volta la sua immensa comunità di lettori e studiosi a intervenire accanto ai grandi nomi della cultura internazionale - è affidato a Roberto Grandi (mass-mediologo amico e collega di Eco), Michele Cogo (direttore di Bottega Finzioni, ex allievo di Umberto Eco e di Paolo Fabbri) e Francesca Tancini (project manager per le operazioni di riallestimento della Biblioteca Umberto Eco presso l'Università di Bologna), con la supervisione di Riccardo Fedriga (co-autore con Eco della Filosofia e le sue storie, Università di Bologna e Cnr-Iliesi e direttore scientifico della Fondazione Umberto Eco). "Vogliamo restituire la complessità del pensiero di Eco attraverso un flusso che mescoli il rigore filologico alla spontaneità della sua comunità globale," sottolinea Riccardo Fedriga. "Umberto Eco ci ha insegnato che la cultura è un organismo vivo e partecipato," afferma Roberto Grandi. "Con questa iniziativa vogliamo abbattere le pareti delle aule universitarie per permettere a quel 'mondo' che lui ha tanto analizzato di parlargli direttamente". Michele Cogo aggiunge: "Per chi, come me, ha avuto la fortuna di essere allievo di Umberto Eco e di Paolo Fabbri, questa maratona è un atto di gratitudine. Avere la fiducia di Eco mi ha aiutato a trovare il mio posto nel mondo, come credo sia successo a molti di coloro che interverranno in questa maratona globale: è un atto di gratitudine verso l'uomo che ha donato così tanto all'Italia e al mondo".
La rete degli Istituti Italiani di Cultura, coordinata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, partecipa attivamente alla maratona, inviando i propri contributi. Questa sinergia istituzionale permette all'evento di coprire l'intero raggio d'azione globale del pensiero di Eco. Filippo La Rosa, Vice Direttore Generale per la crescita e le esportazioni e Direttore Centrale per la promozione dell'italofonia, della cultura e dei territori presso il Maeci, afferma: "La rete degli Istituti Italiani di Cultura, una multiforme geografia di 88 presidi di dialogo, confronto e promozione della cultura italiana nel mondo, partecipa con entusiasmo al ricordo di Umberto Eco e ambisce a ricoprire il medesimo ruolo di ponte, fra l'Italia e il mondo, che Eco ha così sapientemente declinato nelle proprie opere, avvicinando alto e basso, passato e presente, il Medioevo e internet".
La Fondazione Umberto Eco invita tutti: "Diventate parte del racconto. Per l'anniversario dei dieci anni dalla scomparsa di Umberto Eco abbiamo immaginato un dialogo che non conosca confini. Invitiamo chiunque — lettori, studenti, amici o semplici curiosi — a unirsi a questo mosaico di memorie inviandoci un video-ricordo all'indirizzo marathon@fondazioneumbertoeco.org. Vogliamo che la sua 'Opera Aperta' continui a vivere attraverso le voci provenienti da ogni parte del mondo".
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