Longo Bifano, al Prix premiate opere capaci di incuriosire con linguaggi contemporanei
ANSA - Cultura

Longo Bifano, al Prix premiate opere capaci di incuriosire con linguaggi contemporanei

Sabato 3 ottobre 2026
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"L'Aquila scommessa vinta, valorizzato il legame con il territorio"

"Sappiamo quanto sia volatile il pubblico oggi, quindi nel mainstream bisogna cercare ogni tanto di offrire qualcosa di laterale, capace di incuriosire, però con linguaggi contemporanei". La segreteria generale del Prix Italia, Chiara Longo Bifano, parla così delle scelte dei giurati alla 78/a edizione del Premio, che si è appena conclusa a L'Aquila.
    Nella selezione dei vincitori - spiega Longo Bifano - ha prevalso "il legame con la creatività umana e la voglia di riprendere in mano le reazioni, sia nei temi affrontati nei panel, che nei prodotti e nei vincitori. Ci sono opere che raccontano figure della storia ingombranti e lo fanno con un linguaggio completamente nuovo e contemporaneo. Abbiamo anche produzioni italiane in questo senso, una sperimentazione attraverso i podcast su temi molto importanti".
    Tra i vincitori anche "Techegram", il programma di Fabrizio Biggio. "E' stata intercettata la genialità del format, dell'idea di andare a recuperare un nostro passato, che in questo caso è straordinario, declinandolo con linguaggi nuovi e quindi in modo fresco, utilizzando un personaggio come Biggio in grado di declinare le Teche come fosse un karaoke".
    Longo Bifano parla poi della scelta dell'Aquila. "E' stata un'edizione particolare che abbiamo cucito attorno al territorio, quindi ha ancor più preso le forme di una festa della Rai e dei broadcaster - spiega -. Questo ci dà l'indicazione che se lavoriamo per tempo anche sui territori più piccoli il risultato è un'edizione coinvolgente come questa, che avevamo voluto già col nostro titolo 'Play human'. C'è stata anche moltissima Rai, ma così tanta".
    "Abbiamo avuto circa 3000 accrediti e dobbiamo ancora studiare tutti i dati. Dobbiamo vedere anche gli eventi piazza - afferma ancora -. Ma l'elemento significativo è che oltre il 90% di chi si è accreditato è poi venuto, mentre di solito quando apriamo le prenotazioni sappiamo che in seguito ci saranno defezioni". "Nello scegliere L'Aquila - prosegue - temevamo le difficoltà per i delegati internazionali a raggiungerci, considerato anche il contesto geo-politico ed economico mondiale. Invece è stata una scommessa vinta, perché L'Aquila è una città che nell'immaginario non solo italiano significa qualcosa. Siamo sui 300 delegati internazionali che a vario titolo sono venuti, facendo anche un'esperienza sul territorio".
    Quanto alla prossima sede, Longo Bifano spiega i criteri di scelta. "Ci basiamo sempre sul criterio di trasparenza - afferma -. Da qualche anno a questa parte il Prix si organizza in convenzione con i territori. A volte ci sono candidature spontanee, altre siamo noi che andiamo a intercettare attraverso RaiCom, altre ancora fa tutto parte di un discorso aziendale.
    Infine c'è un tema di contenuto e mission di servizio pubblico e L'Aquila rappresentava questo".
   

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