Steinke, il mio libro su Fritz Bauer perchè il suo insegnamento è più che mai attuale
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Steinke, il mio libro su Fritz Bauer perchè il suo insegnamento è più che mai attuale

Sabato 3 ottobre 2026
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arriva in Italia la storia del magistrato ebreo e del processo ad Auschwitz

(di Laura Valentini) "Noi esseri umani abbiamo il diritto a non obbedire ciecamente. Siamo sempre responsabili delle nostre azioni. E se qualcuno ci impartisce un ordine criminale, abbiamo il dovere morale di opporci. Penso che questo messaggio di Fritz Bauer abbia riacquistato una grande rilevanza proprio oggi". E' la riflessione di Ronen Steinke sul protagonista del suo libro 'Fritz Bauer e il processo ad Auschwitz', un caso editoriale in Germania, e che è dedicato alla figura del magistrato tedesco di origine ebraica, perseguitato dal nazismo ed esule, ritenuto il vero deus ex machina della caccia a Adolf Eichmann e la mente lucida dello storico processo di Francoforte ad Auschwitz (1963-1965). Già tradotto in cinque lingue, il libro arriva per la prima volta nelle librerie italiane, per Ronzani Editore con la traduzione di Giovanni Rosa e la prefazione firmata da Andreas Voßkuhle, già Presidente della Corte Costituzionale Federale tedesca. "Viviamo in un'epoca in cui l'autoritarismo, il fascismo e altre forme di spietatezza politica stanno tornando a rafforzarsi. Un tale modo di pensare - prosegue l'autore conversando con l'ANSA - si sta diffondendo anche nel cuore dell'Europa e questo è minaccioso. È importante che le persone che lavorano per lo Stato, ad esempio agenti di polizia o giudici, non obbediscano mai ciecamente a simili politici. Fritz Bauer era un pubblico ministero ebreo in Germania e, dopo la caduta del regime nazista, disse ai suoi colleghi una frase molto semplice: 'Devi dire di no!'".
    Diventato a soli ventisette anni il più giovane giudice della Repubblica di Weimar, Bauer vide la propria carriera spezzarsi nel 1933 con l'ascesa del Nazionalsocialismo: a causa delle sue origini ebraiche fu internato per otto mesi nel campo di concentramento dello Heuberg e poi costretto a un lungo esilio mantenendo saldi i contatti con la resistenza antinazista. Bauer si dimostro' coerente anche quando, rientrato in patria nel dopoguerra con la ferma intenzione di ricostruire lo Stato di diritto, si trovò di fronte a un apparato pubblico e giudiziario ancora popolato da ex funzionari del Terzo Reich e da una società decisa a dimenticare. Per questo motivo, Bauer scelse di consegnare in segreto al Mossad le informazioni decisive che permisero l'individuazione e la cattura di Eichmann. Tuttavia, all'indomani dell'arresto, la decisione del governo di Bonn di non richiederne l'estradizione e di lasciare celebrare il processo a Gerusalemme rappresentò per lui una grande delusione e un'amara sconfitta. Per superare la tenace rimozione collettiva della società tedesca, negli anni successivi Bauer lottò con determinazione straordinaria per organizzare lo storico processo di Francoforte ad Auschwitz. Nonostante questo impegno monumentale, la sua figura per anni fu circondata dall'oblio. "Fritz Bauer - racconta Steinke - è stato a lungo dimenticato. Dopo la morte precoce e improvvisa nel 1968, i colleghi della magistratura e della politica si sono affrettati a dimenticarlo il più in fretta possibile e sono tornati ad un atteggiamento che ha reso facile per i criminali nazisti vivere tranquillamente in Germania, senza timore di subire procedimenti penali per le loro azioni. All'inizio degli anni 2000, quando studiavo giurisprudenza e mi sono imbattuto per caso nella storia di Fritz Bauer, ho cercato in biblioteca opere di letteratura su di lui e non ho trovato nulla. A quel tempo non esisteva un solo libro su questa figura importantissima". Un atteggiamento che secondo l'autore non fa onore all'opinione pubblica del suo paese. "Se me lo chiede, è davvero una vergogna che i tedeschi abbiano dimenticato così in fretta. La situazione è cambiata solo dopo la pubblicazione del mio libro nel 2013. Molte persone, proprio come me, ritenevano che fosse importante conoscere questa storia, perché ci dimostra che un singolo individuo poteva fare una grande differenza. Gli individui non sono mai impotenti. Con il suo coraggio e la sua tenacia, Fritz Bauer ha cambiato in meglio molte cose in Germania. Senza di lui, il silenzio sui crimini nazisti sarebbe forse durato per molti anni ancora". Grazie ad una rigorosa ricerca condotta su carte d'archivio inedite, verbali di polizia e testimonianze dirette dei suoi collaboratori e di chi gli fu vicino, Ronen Steinke, classe 1983, restituisce il ritratto umano, civile e intellettuale di una figura fondamentale del Novecento europeo. Il saggio illumina non soltanto le intuizioni giuridiche di Bauer ma anche le pieghe più dolorose di un'esistenza segnata dalla solitudine istituzionale. Tra le firme d'inchiesta più autorevoli della 'Süddeutsche Zeitung' Steinke dal 2023 insegna all'Università Goethe di Francoforte ed è membro onorario della Thomas Mann House di Los Angeles.
   
   

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