Ricerca Circolare, una rivista semestrale che racconta l'innovazione
Direttrice Marina Marinetti, già alla guida di Economy
Dare voce a chi ogni giorno fa ricerca, così come chi ne beneficia, per rendere visibile un processo che crea valore per tutti. È l'obiettivo di 'Ricerca Circolare', nuova rivista semestrale - edita da Economy Group - dedicata al racconto della ricerca scientifica come leva strategica per l'innovazione, la competitività e la sostenibilità del Paese, promossa da Roche Italia. Oggi in edicola arriva il primo numero, allegato al mensile Economy, ma potrà essere richiesto gratuitamente anche online sul sito ufficiale della nuova testata.
"La missione di Ricerca Circolare è una sfida culturale: offrire strumenti di lettura e storie emblematiche capaci di raccontare un ecosistema complesso, dove l'impatto della scienza si misura nei gesti quotidiani di medici, pazienti, imprenditori e ricercatori", commenta Marina Marinetti, condirettrice del mensile Economy e ora direttrice responsabile di Ricerca Circolare. Si tratta, spiega, di "una sfida che muove su due fronti: documentare gli effetti concreti della ricerca sul territorio e stimolare la cultura della collaborazione aperta, capace di unire pubblico e privato sotto la stessa responsabilità".
Ogni numero sarà come un reportage a più voci: dallo sguardo ravvicinato alle scoperte scientifiche che ridisegnano la salute pubblica e l'innovazione terapeutica (che passa pure dall'IA e dalla medicina personalizzata), fino alle implicazioni economiche e sociali che muovono il Sistema Paese. Il tutto in una prospettiva sistemica, per mettere in relazione salute, sviluppo economico, sostenibilità e competitività. La rivista si inserisce nel contesto dell'omonima campagna di informazione lanciata da Roche Italia per rafforzare la consapevolezza sulla ricerca scientifica come bene comune e come fattore chiave di crescita. Un tema particolarmente rilevante in un'Italia che, pur contando su eccellenze riconosciute a livello internazionale, sta perdendo attrattività negli investimenti in ricerca clinica, con possibili ricadute sull'accesso dei pazienti all'innovazione terapeutica.
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