Mieli, con Passato e presente la storia per capire le news dalle guerre alla politica
ANSA - Cultura

Mieli, con Passato e presente la storia per capire le news dalle guerre alla politica

Domenica 4 ottobre 2026
1 visualizzazione

Dal 5 ottobre la 10° edizione del programma che "ha creato una comunità"

(di Laura Valentini) Giunto alla decima edizione, in partenza lunedì 5 ottobre con in cantiere 120 nuove puntate, prosegue il viaggio di 'Passato e presente' sul filo del record, che non è solo numerico ma culturale. Il programma che nella scorsa edizione ha superato il traguardo delle mille puntate negli anni ha coinvolto circa 300 storici accademici e giovani storici, con cui dialoga in studio Paolo Mieli affrontando temi che attraversano epoche e confini - spaziando dal mondo antico alle grandi fratture del Novecento ai nodi irrisolti dell'Ottocento, fino all'età contemporanea- trasmesso non stop dal lunedì al venerdì alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia: "Abbiamo un archivio formidabile che ci consente di andare in onda anche a Ferragosto, a Natale o durante periodi come quello della pandemia dove peraltro il nostro pubblico è aumentato perché la gente all'ora di pranzo rimaneva a casa - spiega l'autore e giornalista conversando con l'ANSA - nonché di organizzare dei cicli, ad esempio di storia greca e storia romana, per venire incontro alla richiesta di molte scuole che ci chiedono di proiettare le nostre puntate". Nel corso degli anni ci sono stati dei cambiamenti (per esempio i collegamenti hanno lasciato spazio ai filmati girati in loco) ma la formula è quella consolidata che vede, accanto a Paolo Mieli, accademici e giovani storici. Questi ultimi sono due e prendono parte a 'Passato e presente' in veste di narratori, partecipanti al dibattito e, in alcune puntate, inviati; fanno inoltre la presentazione iniziale che in precedenza faceva Mieli che spiega come il parterre di laureati sia segnalato dalle università e selezionato dagli autori. Il programma ricomincia con una puntata dedicata a San Francesco di cui quest'anno si celebra l'ottavo Centenario della morte e parte dallo studio, con una scena virtuale completamente rinnovata, con Paolo Mieli e Antonio Musarra professore di Storia medievale alla Sapienza di Roma. "Nel corso di questa edizione spaziamo molto, ci sarà una puntata sulla storia dei Grand Hotel, una su Roma e la ricostruzione dopo la Seconda guerra mondiale, una sul processo di Norimberga, e ancora una puntata su Margherita Sarfatti, una su Giorgio Gaber" tra le altre. Intorno a 'Passato e presente', "si è creata una sorta di comunità; ricordo nel passato della Rai operazioni educazionali importantissime ma una cosa così imponente che produce mille ore di lezioni che non ha un tono professorale ma è piena di particolari divertenti è praticamente unica" osserva. Il programma, prosegue il conduttore che lo firma insieme a una pattuglia di co-autori "ha il suo misuratore nella qualità e a questo punto nella quantità: è la prima volta che si realizza una enciclopedia storica televisiva. Altre emittenti soprattutto anglosassoni hanno canali storici ma non con questa sistematicità; noi oltre ai filmati discutiamo dell'argomento al centro della puntata in studio e poi consigliamo tre libri per approfondire". Il ruolo dei giovani storici è sempre più apprezzato da pubblico: "Al decimo anno io e il cattedratico che mi affianca siamo dei comprimari , tanto è vero - afferma sorridendo Mieli - che ce li chiedono per altre trasmissioni ma noi siamo gelosi e li concediamo con molta parsimonia: non è facile devi esser serio ma anche divertente nonché saper spiegare i fatti in maniera esauriente". Perché la storia ha sempre più appeal in tv ma anche in convegni e lezioni aperte? "Negli anni a inizio di questi anni '20 sono iniziate guerre che ti catapultano in mondi di cui non sapevi nulla, e serve uno strumento per capire meglio quello di cui hai un'eco nelle notizie di tutti giorni, poi sullo scenario italiano la politica ha avuto evoluzioni tali che c'è necessità di conoscere cosa c'era prima compresa la Prima Repubblica: è vicina ma è già storia. Questa materia è diventata fondamentale: noi abbiamo aperto un varco e come si vede da altri programmi tv è nato un genere. Senza dimenticare - conclude - che prima ci sono stati grandi maestri come Sergio Zavoli e Nicola Caracciolo, la nostra è un'evoluzione legata alla contemporaneità".
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Condividi questo articolo