Spie, misteri e complotti nella Roma noir di D'Olivo
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Spie, misteri e complotti nella Roma noir di D'Olivo

Domenica 4 ottobre 2026
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La pipa del professor Verderame, omaggio a Chandler e Wells

(di Francesco Gallo) ANTONIO D'OLIVO, LA PIPA DEL PROFESSORE VERDERAME (Gaspari editore, pp. 270 E.19.50).
    Una noir-political-story molto romana e ad alto valore di ottani, quello delle auto sfreccianti piene di cavalli motore, dove tra palazzi d'epoca e vicoli storici si agita un'umanità grottesca tra spie, misteri e complotti politici all'ombra di Raymond Chandler ed Orson Wells.
    Così 'La pipa del professor Verderame' (Gaspari Editore, pp. E.) a firma di Antonio D'Olivo, giornalista e critico cinematografico al suo primo romanzo.
    Ci troviamo appunto in una Roma declinata al fantasy con personaggi in preda a inquietudini e psicofarmaci e dai nomi fumettistici, partendo da uno dei suoi protagonisti, Filippo Luigi Verderame. Di scena un'umanità sempre in movimento con le auto sempre lucide: si va dall'Mg verde inglese anni Sessanta, alle Volvo superblindate, dalle Bmw piene di cavalli alle Bentley piene di fascino inglese, tutte auto che ovviamente amano sparire velocemente dietro il fumo del loro scarico. E ancora, come si legge nel risvolto di copertina, in questo noir capitolino sincopato si trovano: "scrittori, giornalisti, poliziotti, agenti segreti, spie, guardie del corpo, passanti, terroristi, uomini politici, autisti, baristi, un mendicante, psicofarmaci e un gatto di nome Marlowe".
    Al centro di tutto, il misterioso professor Filippo Andrea Verderame e la sua pipa, una sorta di Citizen Kane editore e direttore di una losca agenzia che manovra le notizie e le fornisce ai potenti della politica o che utilizza come un'arma verso i nemici. E questo in un'Italia contemporanea, ma che sembra quella del Sessantotto alle prese con attentati terroristici che potrebbero cambiare tutto.
    Ora quest'uomo di potere dietro le quinte è una sorta di Gambardella sorrentiniano che vuole non solo raccontare la storia, ma determinarla. Essendo poi un uomo che conosce bene le cose della mondo non si fida di nessuno, compresa la sua bellissima sorella Francesca, che così fa pedinare da Giorgio Elioni ex agente dei servizi segreti, un simil Marlowe in preda alle sue angosce e dolente quanto basta, capace di incassare pugni con estrema disinvoltura.
    È lui in realtà la voce narrante di 'La pipa del professor Verderame' nato, come d'altronde gli altri protagonisti del romanzo, dalla matita di D'Olivo che prima di scrivere ha disegnato uno ad uno i suoi personaggi principali, un vezzo alla Fellini.
    "Ho passato le mie estati, quando ero ancora giovane, ad imparare a disegnare quindi ho creato la loro immagine per poi arrivare a stendere un breve racconto che successivamente è evoluto al punto da diventare questo romanzo" dice D'Olivo.
    E questa politica per niente limpida? "Penso - dice - che ci sia sempre un sottobosco, qualcosa di nascosto, qualcosa che non viene detto, cose che vengono tenute segrete, oltre che manipolate. É questa in fondo la mission di Verderame: controllare la storia".
    E il titolo? "Nasce dal mio amore per la natura e l'architettura. In fondo sono architetto come mio padre (Marcello D'Olivo noto architetto, urbanista e pittore italiano) e quindi ho unito queste due cose, dopotutto lui ha fatto diverse cose coperte di rame, che poi sono diventate verdi con gli anni".
   

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