Montanari, 'stavolta vediamo se i 'Maschi veri' hanno fatto passi avanti'
Dal 7 ottobre la seconda stagione della serie Netflix, "raccontiamo anche donne forti"
(di Francesca Pierleoni) Dopo aver compiuto e subito tradimenti, affrontato rovesci finanziari e lavorativi, virato su scelte ardite (o folli) per salvare il proprio rapporto di coppia, essere stati umiliati (spesso pubblicamente) per i propri preconcetti maschilisti, tornano i quattro amici protagonisti, con compagne, ex partner, nuovi amori, più figli annessi, della serie Netflix Maschi Veri, al debutto con la seconda stagione il 7 ottobre. Un racconto animato da un grande cast composto da Maurizio Lastrico, Matteo Martari, Francesco Montanari, Pietro Sermonti, Thony, Sarah Felberbaum, Laura Adriani, Alice Lupparelli, Nicole Grimaudo, più new entry come Silvia D'Amico, Carolina Crescentini, Ilenia Pastorelli, Alessio Boni, Luca Bizzarri in ruoli da scoprire. Produce Matteo Rovere per Groenlandia (società del gruppo Banijay), le sceneggiature sono di Furio Andreotti, Giulia Calenda e Ugo Ripamonti con la regia di Matteo Oleotto e Milena Cocozza.
Nata come versione italiana della spagnola Machos Alfa, nella prima stagione, seguendo fedelmente il modello originale, la serie aveva messo in scena i quattro protagonisti che partecipano, in gran parte loro malgrado, a un corso per la 'decostruzione dalla propria mascolinità tossica'. Stavolta "vediamo se hanno fatto passi avanti", dice all'ANSA, nelle interviste con gli interpreti, Francesco Montanari, qui nei panni di Riccardo che, dopo aver perso il suo locale e la compagna Ilenia (Felberbaum), si lancia in una nuova sfida lavorativa. "Si rende conto di non aver costruito niente - osserva l'attore -. È costretto a mettersi in gioco, anche aiutato dai suoi amici; in realtà riscopre tante possibilità.
Penso sia quello è cambiato di più fra i quattro, anche se del tutto a livello inconsapevole e volontario".
Dall'altra parte Ilenia "fa un percorso indipendente, un giro forse più largo, deve scoprire ancora delle cose di se stessa" chiosa Felberbaum. Ad ospitare Riccardo nel momento di difficoltà è l'amico Massimo (Martari), dirigente televisivo, anche lui alle prese con un nuovo lavoro e ancora single, dopo la rottura con la compagna Daniela (Adriani): "Vedremo se il corso di decostruzione su di lui ha funzionato o no - spiega Martari - perché effettivamente è impossibile che funzioni in maniera meccanica. È necessario assorbire le informazioni, farle sedimentare, lavorarci sopra". Daniela "penso che sia maturata nel mettere i propri confini - dice Laura Adriani - finché Massimo non fa dei passi avanti, lei sta lontana. Questo penso che sia il reale femminismo".
Decisamente più serena la situazione per Luigi (Sermonti), che ha ritrovato l'armonia con la vulcanica moglie Tiziana (Thony), anche se non mancano difficoltà e sorprese. "Loro superano la crisi di appassimento e di declino del desiderio dopo 12 anni insieme - commenta Sermonti -. Ricominciano a fare l'amore come degli adolescenti, peraltro vivendo separati". La "nostra coppia penso sia la migliore - aggiunge con un sorriso Thony -. Tiziana in questa seconda stagione impara ad ascoltare qualcosa che va oltre se stessa". Invece Mattia (Lastrico), affronta un momento di passaggio tra il passato e nuove strade, supportato dalla figlia Emma (Lupparelli): "Lui credeva di essere molto più avanti, ma si rende conto che non si poteva risolvere tutto con quel corso - spiega Lastrico -. E quindi si trova a dover far fronte a delle pulsioni, all'amore, vive un momento di grande evoluzione e cambiamento". Parallelamente Emma "sta crescendo: sbaglia inciampa, sta cercando se stessa come tutti i giovani adulti" osserva Lupparelli.
Un elemento che unisce i personaggi femminili della serie è l'essere indipendenti e con la capacità di non farsi manipolare.
"Un aspetto importante da raccontare. Alle donne nessuno ha insegnato a mettere i confini - sottolinea Adriani -. Anzi ci hanno insegnato ad essere compiacenti, sempre brave, a dire di sì, perché altrimenti non ci avrebbero amato. E invece è il contrario, imparare a dire no è fondamentale". D'altronde "non è che cada dall'alto la fine del patriarcato - commenta Sermonti -. Gli uomini qui fanno un lavoro su di sé anche perché hanno di fronte donne più mature e forti, che hanno il coraggio di dire le cose, i maschi ce l'hanno un po' meno".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA