In un thriller psicologico il racconto della fragilità e della dipendenza emotiva
ANSA - Cultura

In un thriller psicologico il racconto della fragilità e della dipendenza emotiva

Martedì 6 ottobre 2026
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'Non aver paura di essere felice', nel libro di Ciro Vespa pure l'aiuto e la manipolazione

CIRO VESPA, 'NON AVER PAURA DI ESSERE FELICE' (EDIZIONI ZEROTRE, 2026, pp. 340, 16,50 euro) Thriller psicologico/noir d'introspezione, vincitore del Premio Letterario Internazionale Città di Verona 2026-Sezione Narrativa, il lavoro di Vespa presentato a Napoli, racconta la fragilità, la dipendenza emotiva e il confine sottile tra aiuto e manipolazione. Il protagonista Damiano, incontra Felice Benaltro, figura carismatica che sembra offrirgli una possibilità di salvezza. Ma il loro rapporto diventa progressivamente più ambiguo, fino a mettere in discussione libertà, affetti e identità. Al centro del romanzo una domanda semplice e inquieta: perché, a volte, abbiamo paura proprio della felicità? Da questa domanda prende forma un percorso in cui nulla è esattamente ciò che sembra. Damiano si affida sempre di più a Felice, alle sue parole, ai suoi metodi e alla promessa di poter finalmente spezzare le paure che lo tengono prigioniero. Intorno a lui, però, gli equilibri iniziano lentamente a cambiare. Le relazioni si fanno più fragili, i sentimenti più difficili da decifrare e ciò che inizialmente appariva come una possibilità di rinascita assume contorni sempre più inquietanti. Anche l'incontro con Euridice costringe Damiano a confrontarsi con una parte di sé che aveva cercato a lungo di proteggere: il bisogno di amare, di essere amato e di sentirsi finalmente libero.
    La vicenda si muove così tra legami affettivi, segreti, gelosie e rapporti di potere, mentre un'indagine porta progressivamente alla luce elementi che sembrano collegare persone e avvenimenti apparentemente lontani. Ma l'indagine più profonda non è soltanto quella condotta dall'ispettore Serra. È quella che attraversa i personaggi, le loro fragilità, le paure, le ossessioni e il bisogno di trovare qualcuno a cui affidarsi quando tutto sembra perdere consistenza.
    Felice diventa così una presenza sempre più centrale e indecifrabile: guida, confidente, manipolatore o forse qualcosa di ancora diverso. Il romanzo accompagna il lettore lungo un confine sottile tra cura e controllo, amore e possesso, libertà e dipendenza. Fino a porre una domanda che riguarda non soltanto i protagonisti, ma ciascuno di noi: quanto coraggio occorre per scegliere davvero la propria vita?
   

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