A Milano 'Exercises in Empathy' unisce spazialità e bisogno di trascendenza
La Triennale delle università cattoliche nel mondo, il tema delle "macchine spirituali"
Quattordici opere che intrecciano la materia e la forma dello spazio con il bisogno di spiritualità e trascendenza dell'essere umano contemporaneo.
Questa è 'Exercises in Empathy - Spiritual Machines', la mostra inaugurata oggi a Milano, nella sede dell'università Cattolica in largo Gemelli, nell'ambito della prima edizione di Art Cut, la Triennale d'arte dalle università cattoliche nel mondo.
L'iniziativa, che comprende complessivamente 104 artisti, 14 curatori, 8 città e 3 continenti, è nata dall'appello di Papa Leone XIV, che nell'enciclica Magnifica Humanitas ha sostenuto che le tecnologie e l'Ia possono simulare l'empatia, ma non comprendono ciò che producono perché prive dell'orizzonte affettivo e spirituale dell'umano.
L'esposizione milanese, visibile fino al 20 novembre, ospita le opere scultoree, pittoriche e ambientali di quattro artisti contemporanei (Gian Maria Tosatti, Rodrigo Cass, Rui Chafes e Orla Barry) che affrontano il concetto di "macchine spirituali".
La manipolazione dello spazio e della tecnologia attraverso l'arte diventa strumento e veicolo di sacro, coscienza e ritualità. In questo senso, le opere interagiscono con gli spazi storici dell'ateneo, creando contesti dove interrogarsi sulla propria interiorità e sul rapporto con il circostante.
La mostra ha la curatela generale del professore portoghese Nuno Crespo ed è co-curata da Elena Di Raddo e Alessandra Squizzato, docenti della Cattolica. Alla presentazione, sono intervenuti anche la rettrice dell'ateneo Elena Beccalli e il cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del dicastero per la Cultura e l'Educazione.
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