Memorare '26, a Bologna danza e musica per il Creato con l'etoile Manni
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Memorare '26, a Bologna danza e musica per il Creato con l'etoile Manni

Martedì 6 ottobre 2026
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In San Petronio l'8 e 9/11 con Anna Muromtseva, Marija Bulanova e gli archi del Comunale

Danza, musica e spiritualità si incontrano ancora una volta nella Basilica di San Petronio a Bologna per "Memorare '26", terza edizione del progetto ideato da Vittoria Cappelli, in programma l'8 e il 9 novembre. Al centro il rapporto tra l'uomo e il Creato, nel segno dell'ottavo centenario della morte di San Francesco d'Assisi e del suo Cantico delle creature. La manifestazione, promossa in collaborazione con Comune e Chiesa di Bologna e prodotta da Bologna Festival, sarà a ingresso gratuito. Tra gli artisti che si esibiranno, l'etoile del Teatro alla Scala, Nicoletta Manni.
    Il programma unirà coreografie classiche e contemporanee, la Cappella musicale di San Petronio, gli organi storici della Basilica e musicisti del Teatro Comunale di Bologna. La danza interpreterà simbolicamente gli elementi e le creature evocati dalla tradizione francescana, in un percorso dedicato ad aria, acqua, terra, fuoco e morte. Fra tutti, la Luna ("sorella luna") appare nell'assolo interpretato da Nicoletta Manni, ne La luna di Maurice Béjart su musica di Bach, pezzo che fu modellato nel 1976 sulla musa Luciana Savignano, che l'ha trasmessa personalmente alla étoile scaligera, una delle sole due ballerine al mondo a poterla danzare oggi. Tra gli altri interpreti Marija Bulanova, prima solista del Balletto Mariinskij di San Pietroburgo; Anna Muromtseva, ballerina ucraina fuggita dal suo Paese invaso, oggi prima solista del Balletto Nazionale Ungherese. E poi Céline Maufroid, Camilla Cerulli, Mattia Semperboni e gli allievi della Scuola di Ballo dell'Accademia Teatro alla Scala.
    La serata aperta al pubblico è lunedì 9 novembre alle 20.30, mentre domenica 8 alle 17 è prevista una prova generale aperta alle scuole.
    Per il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, "la terra non è nostra, ci è affidata": un invito a riscoprire attraverso l'arte quella capacità di vedere la bellezza anche dentro le difficoltà e le contraddizioni del mondo. "Nell'arte c'è sempre qualcosa di spirituale", ha aggiunto, sottolineando il valore dell'incontro tra danza, musica e canto in uno spazio come San Petronio.
   

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