Decifrare le parole di Machiavelli, le svela una biografia-abbecedario di Franco Bernini
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Decifrare le parole di Machiavelli, le svela una biografia-abbecedario di Franco Bernini

Mercoledì 7 ottobre 2026
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500 anni dalla morte nel 2027, i pregi del politico incompreso e vittima di pregiudizi

(di Agnese Ferrara) FRANCO BERNINI, 'ALFABETO MACHIAVELLI' (EDIZIONE E/O, PP.240, EURO 19,00) - Si dice 'machiavellico' come sinonimo di astuto e scaltro, di chi è senza scrupoli e cinico. Ciò che sappiamo oggi di Niccolò Machiavelli però è poco e non completo sulla sua storia come politico, scrittore, storico, drammaturgo e filosofo italiano, nonché segretario della seconda cancelleria della Repubblica Fiorentina rinascimentale. Le sue analisi sono adesso al centro di un saggio che svela l'attualità dei temi che aveva a cuore fornendo spunti sulla nostra Repubblica e sulla sfiducia dei cittadini. 'E' Alfabeto Machiavelli' edito da edizioni E/O, dello scrittore, regista e sceneggiatore Franco Bernini, già autore del romanzo storico dedicato alla figura di Machiavelli 'Il Trono' del 2023, in attesa di altri 3 romanzi dedicati allo stesso Machiavelli che ha nel cassetto Bernini.
    Mentre il prossimo 21 giugno ricorreranno i 500 anni dalla sua morte, il libro ha la forma di un abbecedario, con 'voci' che, in ordine alfabetico, svelano il significato di quaranta parole emblematiche tratte dei suoi scritti e perciò il pensiero di uno dei personaggi tra i più noti e meno conosciuti del Rinascimento.
    "Niccolò Machiavelli fu un fedele servitore della Repubblica fiorentina per 15 anni e poi uno studioso di grande profilo della politica, - sottolinea Franco Bernini all'ANSA. "Si spese in prima persona per la causa repubblicana, fu un abile diplomatico e uomo di guerra, tanto che ne scrisse un trattato perché per molti anni organizzò la milizia contadina di Firenze con l'intendo di affrancare la città dalle truppe mercenarie sempre pronte a tradire. Nella vita non fu per niente 'machiavellico' nel senso che oggi si intende. Subì persecuzioni e tortura dopo la caduta della Repubblica e i suoi libri più rinomati furono infatti pubblicati postumi".
    Da dove nasce dunque l'equivoco nel giudicarlo scaltro e senza scrupoli e perciò 'machiavellico'? "Ebbe, subito dopo la morte, un'immagine nera perché il suo testo 'Il principe', che era un'analisi intellettualmente libera e spregiudicata dei meccanismi del potere, venne inteso come una giustificazione delle nefandezze del potere assoluto e solo alcuni pensatori più acuti, come Rousseau e col tempo Gramsci, ne rivalutarono i principi. Non lo merita perché la sua condanna fu l'acutezza, non voler nascondere nulla della sua contemporaneità e della politica senza abbellirla, con lucidità e senza indorare la pillola e questo forse non gli venne perdonato, - risponde Bernini.
    "Le sue analisi sul potere sono eterne e attuali. Come nascono, muoiono e come si curano le Repubbliche contengono ancora oggi alcune lezioni sulle quali varrebbe la pena riflettere. Quando una Repubblica è in affanno deve tornare alle sue origini, a ciò che l'ha costituita. Per noi significa la Costituzione repubblicana nata dalla lotta contro il nazifascismo. Bisognerebbe tornare alla linfa vitale che l'ha generata informando e coinvolgendo il popolo senza raggirarlo.
    Machiavelli dimostra inoltre che se una Repubblica permette che ci siano 'gentiluomini' che possiedono castelli e grandi proprietà a cui è concesso non sottostare alle leggi a cui rispondono invece gli altri, la stessa Repubblica si ammala.
    Oggi questi gentiluomini sono gli oligarchi del web e se una Repubblica non pone loro dei freni è condannata a perire. Sono tutte lezioni di tragica attualità".
   

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