Dalla collezione Scharf a Makkoz e Mancuso per la nuova stagione del Ducale
Armella, sarà sempre più internazionale e aperta ai giovani artisti
Una stagione più internazionale e più aperta ai giovani. E' questo il leitmotiv del programma delle attività di Fondazione per la Cultura a Palazzo Ducale, per la stagione 2026-2027. Grandi mostre, a partire da 'Renoir, Monet, Toulouse-Lautrec, Cézanne - 200 anni di arte dalla collezione Scharf', cicli di incontri, festival, rassegne letterarie, appuntamenti dedicati a storia, geopolitica, filosofia, scienza, musica, danza, teatro e contemporaneità, insieme a numerose iniziative rivolte alle scuole, alle famiglie e alle giovani generazioni, animeranno una stagione intensa e articolata.
"Palazzo Ducale - sostiene Sara Armella, presidente della Fondazione per la Cultura - si conferma anche quest'anno una vera casa della cultura: un luogo aperto tutto l'anno, capace di accogliere pubblici diversi e di mettere in relazione i grandi protagonisti della cultura internazionale con le energie e le competenze del nostro territorio".
Il cartellone prevede anche la mostra fotografica World Press Photo Exhibition 2026, a dicembre sarà la volta di Willy Ronis e di Florence Henri. E poi La storia in piazza, che vedrà il ritorno di Luciano Canfora, e il Festival di Limes. Torna Un palazzo di libri (con Vito Mancuso, Dacia Maraini, Nicola La Gioia e Michele Mari) quest'anno con una novità: una sezione dedicata al fumetto che vedrà la partecipazione anche di Makkox.
Per continuare con Book pride, Scienza condivisa e Young board.
"Il programma - sottolinea la sindaca di Genova, Silvia Salis - tiene insieme la possibilità di ammirare grandi capolavori e l'attenzione alle scuole, alle famiglie e a chi si avvicina per la prima volta a un luogo della cultura. Dare spazio ai giovani significa avere fiducia nelle loro proposte e permettere loro di contribuire alla vita culturale di Genova".
Per l'assessora e vicepresidente della Regione Simona Ferro "Palazzo Ducale conferma ancora una volta la propria capacità di essere una vera casa della cultura, aperta, viva e capace di parlare a pubblici e generazioni differenti. Come Regione crediamo in una cultura che sia uno strumento capace di creare partecipazione, conoscenza, crescita e senso di appartenenza".
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